Roland GarrosTennis
McEnroe non crede in Cobolli: “Non più del 30% di chance con Zverev. Arnaldi aveva il virus e gli è stato vicino…”
Flavio Cobolli e Alexander Zverev si affronteranno nella finale del Roland Garros 2026, che andrà in scena domenica 7 giugno (ore 15.00) sulla terra rossa di Parigi. I due tennisti scenderanno sul Court Philippe-Chatrier con l’obiettivo di conquistare il primo Slam della propria carriera: da una parte il 24enne romano, che da lunedì 8 giugno sarà almeno numero 10 del ranking ATP e che proverà a sfruttare la prima occasione avuta a disposizione; dall’altra il 29enne tedesco, numero 3 del mondo che inseguirà il sigillo alla quarta chance.
Il teutonico partirà con i favori del pronostici e si presenterà all’evento in ottima forma fisica, ma il nostro portacolori ha tutte le carte in regola per fare saltare il banco: non ha giocato la semifinale visto il forfait di Matteo Arnaldi a causa di un virus, è entrato in una nuova dimensione e non vuole smettere di sognare sul mattone tritato della capitale francese. Chi alzerà al cielo la mitica Coppa dei Moschettieri ed entrerà nel mito del tennis, tra l’altro vincendo uno Slam dopo due anni di duopolio firmato da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz?
John McEnroe, ex numero 1 del mondo, ha fornito il proprio pronostico attraverso i microfoni di TNT Sports: “A Cobolli non do più di un 30% di chance contro Zverev. Penso sia un talento straordinario, ma parte nettamente sfavorito. Flavio ha una possibilità su tre di spuntarla e uscire vincitore da questa finale. È l’underdog, ma è anche un grande atleta. Domani sarà fresco e sicuramente nervoso, ma lo stesso stato d’animo lo vivrà anche Zverev, perché questa è la grande occasione per entrambi. Una vittoria potrebbe spalancargli le porte del successo, sbloccarlo mentalmente e dargli la fiducia necessaria per battere quei top player che finora ha faticato a superare“.
A non avere convinto il 67enne statunitense, sette volte campione Slam (ma mai vincitore al Roland Garros, è stata la conferenza stampa a cui Arnaldi e Cobolli hanno partecipato insieme, uno accanto all’altro: “Non capisco perché l’abbiano fatto. Se Arnaldi è lì per annunciare il ritiro a causa di un virus, perché Cobolli gli sta così vicino? Non era meglio stargli lontano per evitare il contagio? Non sono un medico, ma credo che alla fine tutto quel tempo passato in campo gli si sia ritorto contro. Quel ragazzo aveva giocato più ore di chiunque altro in questo torneo per arrivare in semifinale. Aggiungeteci il nervosismo, un po’ di sfortuna o magari del cibo sbagliato, ed ecco il risultato. A dire la verità, mi aveva già stupito la rapidità con cui si era ripreso dopo la durissima battaglia di cinque ore e mezza contro Tiafoe“.
