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Matteo Berrettini a Wimbledon 2026: ambizioni, condizioni e perché può essere la mina vagante del torneo
Matteo Berrettini arriva a Wimbledon 2026 con la voglia di trasformare un’occasione inattesa in un percorso da protagonista. Il tennista romano è entrato nel tabellone principale grazie al forfait di Lorenzo Musetti, ma le sue ambizioni vanno ben oltre il semplice ruolo di comparsa. Dopo i quarti di finale conquistati al Roland Garros, risultato che gli ha restituito fiducia e convinzione nei propri mezzi, l’azzurro si presenta sui prati londinesi con la consapevolezza di poter rappresentare una delle insidie più temibili per i giocatori di vertice.
A Parigi, il cammino di Berrettini si è interrotto soltanto nei quarti contro Matteo Arnaldi, a causa di un problema all’altezza dell’anca che aveva inevitabilmente fatto scattare qualche campanello d’allarme. Le rassicurazioni arrivate successivamente sulle sue condizioni fisiche hanno però contribuito a riportare serenità nel suo entourage. Un aspetto fondamentale, considerando che proprio sull’erba il romano ha costruito alcune delle pagine più importanti della sua carriera.
Non è un caso che Wimbledon rappresenti il torneo del Grande Slam più legato al nome di Berrettini. Nel 2021 scrisse una pagina storica per il tennis italiano diventando il primo azzurro a raggiungere la finale del singolare maschile ai Championships. Una cavalcata memorabile culminata nella sfida contro Novak Djokovic, al quale riuscì anche a strappare il primo set prima della rimonta del campione serbo. Un’impresa che contribuì a consacrarlo come uno dei migliori interpreti mondiali della superficie.
Le caratteristiche tecniche del romano sembrano infatti disegnate per l’erba dell’All England Club. Il servizio esplosivo, il dritto devastante e il back di rovescio basso e tagliente sono armi che sui prati londinesi acquistano ancora maggiore efficacia. Non a caso Berrettini è stato spesso definito il “Re d’Erba” del tennis italiano e il soprannome di “The Hammer” testimonia la potenza del suo gioco.
Anche i numeri confermano il suo feeling con la superficie: oltre alla finale del 2021, Berrettini ha raggiunto gli ottavi di finale a Wimbledon nel 2019 e nel 2023, conquistando inoltre quattro titoli ATP sull’erba, un record assoluto per un giocatore italiano. Risultati che gli hanno permesso di costruirsi nel tempo la reputazione di outsider pericolosissimo quando il circuito si trasferisce sui prati.
Oggi, dopo stagioni complicate dagli infortuni, il romano sembra aver ritrovato continuità e fiducia. Il ranking non racconta fino in fondo il suo valore reale e proprio per questo potrebbe rappresentare una mina vagante nel tabellone. Berrettini sa che Wimbledon è il luogo dove ha espresso il miglior tennis della sua carriera e dove può nuovamente ambire a un percorso importante.
L’obiettivo sarà innanzitutto testare la tenuta fisica e ritrovare subito le migliori sensazioni sulla superficie. Ma il sogno è inevitabilmente quello di tornare a essere protagonista sul Centrale di Londra. Perché se c’è un torneo in cui può sorprendere tutti, quello è ancora Wimbledon.
