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Tennis

Matteo Arnaldi: “Mi dispiace per Berrettini. Semifinale pazzesca, conosco Cobolli da quando avevo 11 anni…”

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Matteo Arnaldi
Matteo Arnaldi / Lapresse

Matteo Arnaldi si è qualificato alle semifinali del Roland Garros 2026: dopo essere stato sotto per 0-3 nel primo set contro Matteo Berrettini, il ligure è riuscito a recuperare la situazione nel derby andato in scena sulla terra rossa di Parigi, e poi nel secondo parziale è giunto il ritiro del romano, bloccato da un problema fisico che non gli ha permesso di andare avanti. Il 25enne ha così superato il turno per 7-5, 5-2, rit. e venerdì 5 giugno tornerà in campo per affrontare Flavio Cobolli.

Il tennista italiano ha analizzato la propria prestazione in conferenza stampa: “Sicuramente non è la partita che mi aspettavo e che volevamo vedere, ma sono molto contento della mia prestazione, di come sta andando il torneo ed è pazzesco pensare che sono in semifinale, quindi sono solo contento per questo. Mi dispiace per Matteo: ci alleniamo spesso insieme a Montecarlo ed è difficile vederlo così, però allo stesso tempo ha giocato un torneo incredibile: è tornato a un grande livello e adesso arriva la stagione sull’erba, dove gioca il suo miglior tennis, quindi sono sicuro che tornerà ancora più forte“.

Il 25enne ha giocato quasi venti ore nel corso di questo Slam (gli mancano appena 23 minuti), ma la condizione fisica è eccellente: “In realtà mi sento abbastanza bene. Ovviamente oggi era un punto di domanda perché arrivavo da due partite lunghe di fila, però per la prima volta ieri non ho giocato a tennis: sono solo venuto qui, ho fatto fisioterapia e un po’ di lavoro in palestra, oggi mi sentivo abbastanza bene e quindi non posso lamentarmi. Ho giocato tanto, ma allo stesso tempo sono contento di stare in campo e di passare tempo in campo perché mi era mancato giocare. Sicuramente mi è rimasta ancora un po’ di energia per le prossime partite“.

La semifinale sarà contro Flavio Cobolli, sarà un derby italiano a mettere in palio la qualificazione alla finale da disputare contro chi avrà la meglio nel confronto tra il tedesco Alexander Zverev e il ceco Jakub Mensik: “Siamo buoni amici, ci alleniamo spesso insieme. Abbiamo giocato tanto fin da quando avevamo 11-12 anni, quindi ci conosciamo molto bene. Sarà sicuramente una partita dura. Abbiamo giocato entrambi tante partite: l’anno scorso abbiamo giocato qui, ha vinto lui in quattro set e ci siamo affrontati spesso anche nei Challenger. Spero che sarà una bella battaglia e allo stesso tempo una bella partita da vedere e da vivere in campo per entrambi“.

Matteo Arnaldi si è soffermato sul lavoro che svolge in allenamento:Mi piace prendermi cura di me stesso e passare tanto tempo sia in palestra che in campo. Sicuramente non è stato un periodo facile perché non riuscivo a fare quello che volevo per il problema che ho avuto, però ho cercato di fare tutto quello che mi è stato detto, stiamo ancora lavorando. L’ho sempre detto: non sono ancora al cento per cento, però sto molto meglio, questo mi permette di giocare, quindi non posso lamentarmi. Adesso ci sarà del tempo da passare in palestra, subito dopo la partita, e domani sarà un altro giorno in cui cercherò di recuperare ancora dal match precedente e da questo“.

La cavalcata sul mattone tritato della capitale francese si sta rivelando magistrale: “Sono arrivato qua con l’idea di giocare tante partite, di sentirmi di nuovo bene in campo e stavo iniziando a sentirmi di nuovo bene dopo Cagliari e Roma. Avevo ritrovato un po’ di fiducia in me stesso e nel mio tennis, perché prima c’erano tanti punti di domanda ogni volta che entravo in campo. Questa era la cosa principale per cui sono venuto qui e il modo in cui ho interpretato il torneo. Poi, piano piano, mi sentivo sempre meglio, ho giocato sempre più partite, ho affrontato avversari molto forti contro cui secondo me ho espresso un buon tennis. La cosa migliore è che, più andava avanti il torneo, più mi sentivo meglio in campo e più riuscivo a esprimermi bene. Ovviamente c’è un po’ di stanchezza, magari nel primo match ero un po’ più brillante, però sto ritrovando fiducia e mi mancava giocare, quindi più gioco, più mi sento meglio e più credo di riuscire a migliorare anche delle cose in vista dei prossimi tornei“.

Un ulteriore passaggio sulla partita odierna:All’inizio ero un po’ teso, però ho anche un piccolo problema con le luci: spesso ho bisogno di qualche game per riuscire a sentirmi bene e a vedere come voglio. C’erano tante cose a cui non ero abituato, per cui non ero preparato. Era la prima volta che giocavo sullo Chatrier con il tetto chiuso e con le luci, quindi all’inizio sono entrato e non sono riuscito a esprimere il mio miglior tennis, facevo un po’ di fatica. Però più andava avanti il match, più mi sentivo meglio. Sono stato bravo a rimanere attaccato sul 3-0, quando lui ha avuto qualche occasione per andare 4-0, e da lì, piano piano, più andavo avanti, più riuscivo a vedere meglio e a stare meglio. Ho iniziato a giocare meglio, a sentirmi meglio e poi il primo set è durato tanto, è stata una bella battaglia. Ho iniziato a sentirmi meglio in campo e quindi ero anche più tranquillo. Sono contento, è sicuramente inaspettato se penso a dov’ero un mese fa, che ero quasi 150 e stavo per perdere i punti di Madrid“.

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