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Atletica

Leonardo Fabbri in estasi: “Sono uno dei migliori al mondo. Sono emotivo, non debole: devo fregarmene”

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Leonardo Fabbri
Leonardo Fabbri / Lapresse

Leonardo Fabbri ha vinto la gara di getto del peso che ha animato il Golden Gala, tappa della Diamond League (il massimo circuito internazionale itinerante di atletica) andata in scena allo Stadio Olimpico di Roma. Il Campione d’Europa si è imposto con una spallata da 22.14 metri firmata al terzo tentativo ed è riuscito a battere il meglio della disciplina a livello internazionale, riscattando così i nulli di Xiamen e risalendo dal quinto posto di Rabat.

L’allievo di coach Paolo Dal Soglio si è lasciato alle spalle gli statunitensi Joe Kovacs (21.87 per il detentore del diamantone) e Ryan Crouser (21.50 per il primatista mondiale), il neozelandese Tom Walsh (21.49 per il Campione del Mondo indoor) e il giamaicano Rajindra Campbell (21.39). Si tratta della seconda affermazione in carriera al Golden Gala (il precedente a Firenze) e del quarto sigillo in carriera in Diamond League, rilanciandosi così verso gli Europei di agosto.

Leonardo Fabbri ha espresso la propria soddisfazione ai microfoni della Rai: “Il mio valore è questo: sono uno emotivo, ma non un debole. Gareggio per avere emozioni e dare emozioni ai bambini e alle persone che vengono a vedere le gare, è brutto vedersi criticati per una gara sbagliata. Tutto è iniziato a Parigi (alle Olimpiadi 2024, n.d.r.), mi sono detto che sono meglio di quello che ho dimostrato, me ne devo fregare di gare brutte e sbagliate“.

Il toscano è stato lapidario nelle ultime battute, dimostrando comunque un po’ di risentimento nei confronti di chi lo ha criticato per alcune controprestazioni offerte nelle ultime stagioni: “Non devo niente a nessuno, ho sempre dato il massimo, sono un essere umano e a volte capita di non essere perfetti, poi il getto del peso è un po’ così. Anche oggi ho fatto un lancio sopra i 22 metri, ma il secondo migliore era 21.79. Forse valevo qualcosa in più, ma accontentiamoci e che tutti vadano a quel paese“.

L’azzurro ha poi proseguito attraverso i canali federali:Nella vita bisogna anche sapersi dire: invece di stare sempre nel mood super serio, ogni tanto bisogna anche divertirsi. E a quanto pare ha funzionato. Magari andrebbe fatto più spesso. Lo so che c’è questa ossessione del significato del progetto, ma per me ha un significato bellissimo: non tanto per i 22 metri, quanto per le emozioni che ho provato. Io alla fine so che quando vado in gara e mi diverto, posso battere chiunque. Però devo imparare a credere di più in me stesso, perché spesso mi sottovaluto. Il mio valore però è questo. Spero che sia la volta buona per mettermi in testa che sono uno dei migliori al mondo”.

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