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Jannik Sinner inverte la tendenza: arriva una vittoria al quinto set dopo 2 anni e mezzo
C’erano numeri che mal si conciliavano con lo status di numero uno del mondo. Tra questi, il rendimento di Jannik Sinner nelle partite degli Slam concluse al quinto set, una statistica che negli ultimi due anni e mezzo aveva rappresentato una delle poche ombre nel percorso dell’altoatesino. Il successo ottenuto all’esordio di Wimbledon 2026 contro Miomir Kecmanović cambia però la prospettiva: il 23enne italiano torna a imporsi in una maratona al meglio dei cinque set, interrompendo una serie negativa che sembrava diventata un vero e proprio tabù.
Sul Centre Court di Londra Sinner ha dovuto scavare in profondità per avere ragione del serbo, imponendosi con il punteggio di 4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3. Una vittoria costruita con pazienza e lucidità, soprattutto dopo essere stato costretto per due volte a rincorrere nel punteggio. La capacità di reagire nei momenti più delicati rappresenta probabilmente l’aspetto più significativo del suo debutto ai Championships, al di là del semplice passaggio del turno.
L’ultimo successo dell’azzurro in una sfida decisa al quinto set risaliva infatti alla finale degli Australian Open del 2024, quando completò una straordinaria rimonta da due set di svantaggio contro Daniil Medvedev conquistando il primo titolo Slam della carriera. Da quel momento, però, il bilancio si era improvvisamente ribaltato.
Tra il 2024 e il 2026 Sinner aveva infatti incassato cinque sconfitte consecutive al quinto set, tutte maturate in incontri di altissimo livello. La prima arrivò nei quarti di Wimbledon 2024 contro Daniil Medvedev, seguita dalla semifinale del Roland Garros dello stesso anno persa contro Carlos Alcaraz. Nel 2025 fu ancora lo spagnolo a prevalere al termine dell’epica finale del Roland Garros, mentre nel 2026 il copione si ripeté prima nella semifinale degli Australian Open contro Novak Djokovic e poi al Roland Garros, dove Juan Manuel Cerúndolo firmò una clamorosa rimonta al primo turno.
Una sequenza di risultati che aveva alimentato il dibattito sulla tenuta dell’azzurro nelle battaglie più lunghe. Il dato, tuttavia, andava contestualizzato. Quattro di quelle cinque sconfitte sono infatti arrivate contro campioni del calibro di Djokovic, Alcaraz e Medvedev oppure in incontri di straordinario equilibrio, decisi da pochi punti. Più che una fragilità strutturale, emergeva la difficoltà di trasformare in vittorie partite giocate costantemente sul filo dell’equilibrio.
Il successo ottenuto contro Kecmanović assume quindi un valore che va oltre il semplice risultato. Sinner ha saputo gestire una situazione psicologicamente complessa, evitando che il peso delle recenti sconfitte condizionasse il suo rendimento. Dopo aver perso il primo e il terzo set, ha alzato progressivamente il livello del proprio tennis, dominando gli ultimi due parziali grazie a una superiore continuità fisica e mentale.
Con questa affermazione il bilancio complessivo dell’italiano nei match al quinto set negli Slam migliora sensibilmente. Prima dell’inizio di Wimbledon 2026 il suo record era di 6 vittorie e 11 sconfitte; il successo contro Kecmanović porta il totale a 7 vittorie e 11 battute d’arresto. Un rendimento ancora inferiore al 50%, ma destinato a pesare sempre meno se accompagnato dalla crescita mostrata negli ultimi mesi.
La vittoria londinese non cancella il passato, ma rappresenta un segnale importante. Per un giocatore ormai stabilmente ai vertici del tennis mondiale, riuscire a interrompere una striscia negativa proprio in una partita così complicata può avere un impatto significativo anche sul piano della fiducia. Le grandi campagne negli Slam passano spesso dalla capacità di vincere incontri sporchi, combattuti e ricchi di tensione. A Wimbledon 2026 Sinner ha dimostrato di poter tornare a farlo, archiviando un dato statistico che lo accompagnava ormai da troppo tempo.
