Softball
Italia, così fa male. Rimonta furibonda, ma non basta: Taipei ai Mondiali, ora si spera nella wild card
Una delle partite più incredibili della storia del softball italiano si conclude in modo amaro. L’Italia, dopo una rimonta al di là dei limiti dell’impossibile contro Cina Taipei (nome sportivo di Taiwan), perde alla fine per 8-9 e manca di pochissimo il pass diretto per la fase finale dei Mondiali. Per sapere se si andrà da Praga a Brisbane, considerando che una delle due wild card andrà all’Australia, bisognerà ora attendere fin quasi oltre l’estate, visto che il girone di Lima si gioca a luglio e quello di Oklahoma City a settembre.
La partita si mette subito male per l’Italia, ancora forse provata dal grande sforzo prodotto contro l’Australia. Le asiatiche riempiono rapidamente tutte le basi, e tanto per cambiare Chih-Ying Lin va a piazzare il doppio che porta direttamente allo 0-2 taiwanese. Il secondo attacco azzurro produce anche il primo punto, che arriva da una situazione di Barbara in seconda e Vigna in prima con Sheldon che batte un singolo a sinistra che consente proprio a Barbara di andare ad accorciare le distanze. Il cambio Ke-Tu al lancio, però, produce i suoi effetti (anche perché a Longhi non riesce il bunt di sacrificio in quanto Vigna va out a casa base).
Il problema è che l’attacco di Cina Taipei continua a essere estremamente produttivo: non basta a fermarlo il cambio al lancio con Toniolo per Bigatton, perché con Ho e Shen in posizione punto arrivano una volata di sacrificio di Feng-Chen Lin e un singolo di Yeh, in maniera consecutiva, a dare l’1-4 alle asiatiche. Tanto per cambiare, di punti ne entrano altri due con un singolo di Chiang che li concretizza nel finale di terzo inning, ed è 1-6. L’1-7 arriva dopo un’occasione mancata a basi piene (ma con due out) nel quarto inning per l’Italia, prontamente punita da un tris di singoli, l’ultimo dei quali, quello di Hsi-Yen Chen, vale il settimo punto taiwanese.
A questo punto, succede qualcosa. Le azzurre riempiono le basi con due singoli e una base ball concessa a Gasparotto, quindi Barbara muove il punteggio con una volata di sacrificio che manda a casa Cecchetti. Con Vigna colpita tutte le basi sono di nuovo piene, ma è Sheldon a piazzare il numero sul lato sinistro: entrano due punti con Dayton e Gasparotto ed è 4-7. Verni non concede nulla alle asiatiche, e nel sesto inning accade l’incredibile: fuoricampo da due punti di Piancastelli, fuoricampo da due punti anche di Barbara e l’Italia si porta in vantaggio per 8-7. Impensabile fino a poche decine di minuti prima.
Le azzurre sono però particolarmente sfortunate: si riempiono due basi e poi, sul singolo di Chih-Ying Lin, due mani non trovano la palla, mentre Feng-Chen Lin trova invece la corsa dell’8-8. Successivamente le basi si riempiono per una situazione che va a metà tra palla mancata dal catcher e scelta difesa, ma Yeh e Chih-Ying Lin finiscono out a casa e in terza, nonostante un conciliabolo arbitrale. Subito dopo, però, gravissimo errore di Rotondo che sulla valida di Shen si fa sfuggire la palla e manda Hsi-Yen Chen via per l’8-9. Con sofferenza (e basi piene) l’inning viene chiuso. Cimino subisce un’eliminazione al volo bruciante, poi esce anche Rotondo e quindi Piancastelli: finisce qui.
