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Golf: con l’Open d’Italia si scoprono le storie di Cristoni e Ponzano

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Matteo Cristoni
Matteo Cristoni / Federazione Italiana Golf

L’Open d’Italia 2026 si è concluso. L’edizione numero 83 è andata a Eugenio Chacarra. E fin qui i fatti noti, quelli della celebrazione in buona sostanza. Come in molti tornei, però, la massima competizione italiana serve anche a far scoprire alcune storie. Che, in questo caso, sono di stampo italiano, perché i protagonisti sono delle nostre parti.

In particolare, va rimarcata la bravura di Matteo Cristoni. 24 anni, era alla sua prima volta sul DP World Tour proprio con questo Open d’Italia. Con un passato nelle università americane, tra Grand Canyon (GCU) e Little Rock, il modenese ha messo insieme un grande ultimo giro che gli ha consentito di arrivare all’11° posto, che gli ha consentito di fare un balzo enorme, dal posto numero 1139 al numero 814 del ranking mondiale.

Un cambiamento di un certo livello per lui, che quest’anno sul Challenge Tour è comunque riuscito a distinguersi bene con un settimo e due ventesimi posti. Cristoni, a fine torneo, ha dichiarato alla FIG: “E’ stato un torneo molto positivo. Era la mia prima gara sul DP World Tour e all’inizio ero abbastanza teso poi mi sono sciolto. Questo risultato mi dà nuove consapevolezze per tenere la carta sull’HotelPlanner Tour e magari arrivare nei primi 15 dell’ordine di merito a fine stagione per conquistare l’accesso al circuito maggiore“. Dove HotelPlanner, ovvaimente, s’intende Challenge, che ora ha quello sponsor.

L’altra storia è quella di Filippo Ponzano, che ha peraltro ancora più dell’incredibile, perché il torinese non è nemmeno professionista. 22 anni, è stato in grado di mettere insieme forse la più bella settimana della propria carriera golfistica finora. Intendiamoci: aveva già mandato ottimi segnali (quarto alla Nations Cup in aprile, 19° al St. Andrews Links Trophy). Ma un 35° posto, alla prima contro i big, e con lo stesso score di un certo signor Guido Migliozzi, ecco: tutto questo ha un sapore non da poco. Specie considerando che lo score è stato migliore di quello di Patrick Reed. Per una settimana, Ponzano può dire di essergli stato davanti.

Ponzano, peraltro, ora andrà verso gli Europei a squadre, l’ultima sua gara da amateur. E ha preparato l’Open d’Italia in maniera particolare, perché soltanto lunedì ha discusso la sua tesi di laurea allo IED. Così ai microfoni federali: “E’ stata una settimana incredibile. Ho vissuto delle emozioni irripetibili. Grazie alla Federazione Italiana Golf per l’invito che mi ha permesso di disputare questa competizione e grazie al Circolo Golf Torino per tutto il supporto. Il tifo del pubblico mi ha sospinto e mi ha dato una grande carica. Spero di essere stato all’altezza. Ora mi preparo per i Campionati Europei a Squadre, dove saremo campioni in carica e che sarà la mia ultima gara da amateur prima del passaggio al professionismo“.

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