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Golf: con lo US Open Wyndham Clark adesso non è più solo un one hit wonder

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Wyndham Clark
Wyndham Clark / LaPresse

Due. Tante sono le edizioni dello US Open ora nel palmares di Wyndham Clark, che in un colpo solo si ritrova dal numero 34 al numero 8 del ranking mondiale, il noto OWGR. E a questo punto lo si può dire: il golfista nato a Denver non ha più nulla della one hit wonder e tutto del giocatore forte per davvero, in grado di reggere la pressione nel momento di massimo pericolo dopo aver dominato tutto il torneo.

Per metà dell’ultimo giro, infatti, Clark si è trovato alle calcagna un arrembante Sam Burns, tra i migliori (ma non il migliore, quello è stato il cileno Joaquin Niemann) della domenica. Chi ha notato i due nomi al comando ha certamente potuto fare la facile battuta sul leader, visto il momento: “Clark Burns”. Ma a bruciare è stata la speranza vana dell’inseguitore, che mai ha raggiunto per davvero colui che gli era davanti. Le ultime nove buche sono andate avanti così, con uno o due colpi di vantaggio o svantaggio tra i due.

Clark diventa così il primo vincitore dello US Open a guidare dal primo all’ultimo giorno da quando lo fece Martin Kaymer nel 2014, negli anni in cui il tedesco era al massimo della sua parabola agonistica. E, dopo tre giri, il suo vantaggio era il più grande dagli otto colpi di vantaggio di Rory McIlroy su chiunque nell’edizione 2011. Sono numeri che rappresentano la strepitosa settimana di Clark in un contesto nel quale sono riusciti a finire sotto par in tre: lui, Burns e Tom Kim, il sudcoreano che si è ritrovato in questa fattispecie. A Scottie Scheffler manca ancora questo Major per fare il Career Grand Slam: inutile dire che, finché continuerà con questo ritmo, non sarà questione di se, ma di quando.

Una nota finale, però, va su un altro aspetto della vittoria del golfista del Colorado. Vale la pena, infatti, ricordare che a marzo si era separato dal suo storico caddie John Ellis, che era con lui da otto anni. E al Masters era numero 78 del mondo. Era numero 75 quando ha vinto la CJ Cup Byron Nelson, che gli ha permesso di recuperare 31 posti. Quel successo con un 60 all’ultimo giro gli ha permesso di riprendersi quella fiducia che lo ha portato, nel newyorkese, a infilare una soddisfazione che fino a un mese fa non pareva nemmeno semplicemente pensabile.

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