Calcio
Giovanni Malagò: “Per il ruolo di CT non ho ancora parlato con nessuno. Euro 2032 sarà una sfida nella sfida”
Giovanni Malagò ha vinto come da pronostico le elezioni federali ed è il nuovo presidente della FIGC con il il 68,58% delle preferenze (343,084 voti). Battuto abbastanza nettamente l’unico sfidante Giancarlo Abete (29,17%, 145,936 voti). Comincia quindi un nuovo capitolo per il calcio italiano, chiamato ad invertire il trend negativo degli ultimi anni sotto tanti punti di vista.
In conferenza stampa, il nuovo capo della Federcalcio ha fatto il punto della situazione sui primi passi del suo mandato: “Compattare la squadra, ripristinare un rapporto con un pezzo della politica. Con qualche persona di questo mondo bisogna ripristinare un discorso. Qualcuno sostiene che le riforme non si possono fare con la maggioranza, e questo è qualcosa sul quale occorrerebbe riflettere. Tra le cose da fare bisogna sicuramente provare a dare risposte ai problemi strutturali che il mondo del calcio ha evidenziato. Se il governo vuole dimostrare di voler veramente fare qualcosa per il calcio, di voler bene al calcio, hanno ancora meno tempo di noi. La legislatura scade a fine settembre del 2027, noi ci siamo fino a febbraio del 2029. Ci sono due anni di differenza, non è proprio banalissimo“.
Sui tre punti cardine del suo nuovo progetto: “Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle ‘discrete’ personalità. Poi c’è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica“.
Sulla scelta del nuovo CT: “Non ho parlato con nessuno. Ci cominciamo a mettere la testa. Facciamo un po’ di ragionamenti. Bisognerà parlarne, vedere i bilanci. L’allenatore, a prescindere dal suo curriculum, deve abbracciare il discorso in tutto e per tutto, non si può dire armatevi e partite. Io penso che in un altro momento storico avrei sposato l’idea di un CT da filiera, che partiva da Valcareggi, Bearzot, Vicini, sono un romantico e Pozzo è quello che ha vinto di più ma in questo momento come fai, con questa pressione anche di opinione pubblica, a ragionare in questo modo. Magari si può avere nel medio termine questo tipo di opportunità e va presa in considerazione. Gli allenatori di squadre di club hanno un loro mercato. Possono essere un po’ più benevoli ma le dinamiche sono analoghe. Oggi ogni risorsa la devi dare alle componenti che sono in grandissima difficoltà“.
Sull’organizzazione (insieme alla Turchia) degli Europei 2032: “È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi“.
“Non succede in nessun altro settore che tu hai un mandato praticamente all’unanimità e di fatto non riesci a fare nulla delle cose che hai proposto nel tuo programma. Oggettivamente la situazione è completamente ingessata. Difenderò tutta la vita l’autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in posizione di cambiare. Il ragionamento è molto semplice“, le parole di Malagò.
Sulla questione della cittadinanza: “Non ho mai detto una parola sullo Ius Soli, che fa parte della politica, ma io sostengo il principio di sussidiarietà sportiva. Negli altri sport puoi prendere tempo e traccheggiare, nel calcio no: se non dai la cittadinanza, dopo un secondo arriva un altro Paese, dà il passaporto al ragazzo e tu l’hai perso. Questo è inaccettabile. La politica è felice di vincere nell’atletica o nel volley grazie a questi atleti. Nel calcio dobbiamo muoverci, o subiremo i danni“.
