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Nuoto

Fuochi d’artificio nell’ultima giornata al Settecolli: Curtis, tris di primati nazionali e Walsh da record del mondo

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Sara Curtis
Sara Curtis / IPA Sport

Calato il sipario sulla terza e ultima giornata di finali del 62° Trofeo Settecolli di Roma. Nella vasca del Foro Italico non sono mancate le emozioni, impreziosite da una serie di prestazioni di altissimo profilo internazionale. A prendersi immediatamente la scena sono stati i 50 stile libero femminili, teatro di una finale destinata a lasciare il segno.

Gretchen Walsh ha infatti risposto nel migliore dei modi all’impresa realizzata nei giorni scorsi dalla compagna di allenamenti alla University of Virginia, Kate Douglass, ritoccando nuovamente il record del mondo. L’americana ha abbassato il primato da 23″59 a 23″55, al termine di una gara semplicemente sensazionale. A rendere ancora più prestigioso il risultato è stato il livello complessivo della finale: Sarah Sjöström, tornata alle competizioni dopo la maternità, ha impressionato con un eccellente 23″86, mentre Sara Curtis ha firmato il suo terzo record italiano della manifestazione, limando il precedente primato nazionale da 24″29 a 24″09. Da sottolineare anche il sesto posto di Silvia Di Pietro in 24″77 e il settimo di Elena Capretta in 24″78, crono che vale a quest’ultima la qualificazione ai Campionati Europei.

Nei 200 dorso maschili, orfani di Thomas Ceccon, è stato lo svizzero Roman Mityukov a imporsi in 1’57″32, precedendo l’irlandese John Shortt (1’57″73) e l’ungherese Benedek Kovács (1’57″76). Migliore degli azzurri Mattia Morello, quarto in 1’58″25. Nella prova femminile è stata Aurora Velati a conquistare il successo in 2’12″57, davanti ad Anna Conti (2’13″30) e all’ungherese Dóra Molnár (2’13″67).

I 50 farfalla maschili hanno confermato il dominio dello svizzero Noè Ponti, vincitore in 22″73 davanti all’ungherese Kristóf Milák (22″86) e al greco Stergios-Marios Bilas (23″08). Nei 200 farfalla femminili, invece, l’irlandese Ellen Walshe ha prevalso in 2’08″02, precedendo la danese Helena Rosendahl Bach (2’08″15) e l’azzurra Paola Borrelli (2’08″63).

Nei 200 rana maschili l’olandese Caspar Corbeau ha dettato legge in 2’09″02, lasciandosi alle spalle Christian Mantegazza (2’10″00) e il turco Kerem Işık İlyem (2’11″27). Nella gara femminile, invece, Lisa Angiolini ha chiuso ai piedi del podio con il tempo di 2’25″07, mentre il successo è andato all’irlandese Mona McSharry in 2’22″71.

Nei 200 stile libero maschili David Popovici ha confermato il proprio straordinario stato di forma, imponendosi in 1’44″48 davanti a un convincente Carlos D’Ambrosio, secondo in 1’46″41, e al britannico Jack McMillan (1’46″71). Nei 400 stile libero femminili Simona Quadarella ha completato una splendida tripletta, aggiungendo il successo in 4’05″10 a quelli già conquistati negli 800 e nei 1500 stile libero. Alle sue spalle hanno chiuso Elisa Pignotti (4’10″39) e la brasiliana Maria Paula Heitmann (4’10″59).

Nei 200 misti Alberto Razzetti si è imposto con autorevolezza in 1’57″83. Pur mostrando ancora qualche difficoltà nella frazione a dorso, il ligure ha costruito una prova solida, impreziosita da un ottimo finale: un crono particolarmente significativo considerando il periodo di pieno carico della preparazione. Nella prova femminile Sara Franceschi ha concluso al terzo posto in 2’12″11, fermandosi ad appena un decimo dal tempo limite richiesto per la qualificazione agli Europei 2026. Il successo è andato all’americana Alexandra Walsh in 2’09″05.

I 1500 stile libero maschili hanno riservato forse la sorpresa più significativa della giornata. I riflettori, infatti, non sono stati catturati da Gregorio Paltrinieri e Daniel Wiffen, rispettivamente settimo in 15’22″32 e sesto in 15’17″45, bensì da Matteo Diodato. L’azzurro ha conquistato il successo in 14’53″73, migliorando di quasi cinque secondi il proprio primato personale e centrando, al tempo stesso, la qualificazione ai Campionati Europei.

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