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Formula 1

Ferrari, il nodo ADUO e il piano per recuperare Mercedes: cosa potrebbe cambiare entro Monza

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Lewis Hamilton
Lewis Hamilton / LaPresse

In casa Ferrari continua a tenere banco la questione ADUO, il meccanismo introdotto dalla FIA per consentire ai motoristi in ritardo sul piano prestazionale di beneficiare di opportunità supplementari di sviluppo. Il sistema, denominato Additional Development and Upgrade Opportunities, si basa esclusivamente sulle prestazioni del motore termico e prevede concessioni tecniche per i costruttori che evidenziano un gap significativo rispetto ai migliori propulsori dello schieramento.

Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime settimane, la scuderia di Maranello sarebbe tra i costruttori che potrebbero aver ottenuto margini aggiuntivi di intervento sulla Power Unit in virtù del deficit di potenza mostrato nella prima parte della stagione rispetto alla Mercedes. Tuttavia, al momento non esistono comunicazioni ufficiali da parte della FIA che confermino nel dettaglio l’entità delle concessioni eventualmente assegnate né le specifiche aree di sviluppo interessate.

Ciò che emerge con maggiore chiarezza è invece il quadro tecnico della SF-26. Nonostante un presunto svantaggio sul fronte della potenza massima, la monoposto ha mostrato segnali incoraggianti soprattutto dopo gli ultimi aggiornamenti aerodinamici. A Barcellona, ad esempio, Lewis Hamilton ha chiuso la qualifica a soli 64 millesimi dalla pole position e si è imposto con un passo gara impressionante nella seconda parte della gara domenicale.

L’analisi delle tracce GPS suggerirebbe che la SF-26 continui a pagare qualcosa nei tratti ad alta velocità, dove l’erogazione della potenza sembrerebbe esaurirsi prima rispetto alla Mercedes. Parallelamente, però, la vettura avrebbe compiuto un importante salto di qualità nelle curve, grazie a un pacchetto aerodinamico particolarmente efficace e a una distribuzione del carico che le consentirebbe di mantenere velocità di percorrenza molto elevate.

In questo contesto si inserisce l’analisi pubblicata da The Race, secondo cui la Rossa avrebbe pianificato una precisa strategia di sviluppo per ridurre progressivamente il divario motoristico. Secondo quanto riportato dalla testata britannica, il primo passo potrebbe arrivare già dal prossimo appuntamento in Austria con l’introduzione di una prima evoluzione della Power Unit.

La fase più significativa del programma, tuttavia, sarebbe attesa tra Zandvoort e Monza. Stando alle ricostruzioni di The Race, gli ingegneri di Maranello starebbero lavorando a un’evoluzione più profonda del propulsore, imperniata su un turbocompressore di dimensioni maggiorate. L’obiettivo sarebbe quello di raggiungere la piena parità di potenza con l’attuale riferimento Mercedes entro il Gran Premio d’Italia.

Si tratta però di uno scenario che, allo stato attuale, resta confinato nell’ambito delle indiscrezioni e delle valutazioni tecniche. Non esistono infatti conferme ufficiali né sull’effettivo utilizzo delle eventuali concessioni ADUO da parte della Ferrari né sull’impatto prestazionale che gli aggiornamenti potrebbero garantire una volta introdotti in pista.

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