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Formula 1GP Barcellona

F1, promossi e bocciati GP Barcellona 2026. I veterani agli antipodi. Hamilton da lode, Alonso da incubo

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Lewis Hamilton

Tempo di giudizi ed esami, in Italia. L’anno scolastico è appena terminato e c’è chi si deve preparare per la maturità, oppure per i passaggi intermedi. In realtà, come insegnava Eduardo de Filippo, “gli esami non finiscono mai”. Dunque, il tema dei promossi e bocciati è quanto mai d’attualità, anche in F1, dove è appena stato mandato in archivio il Gran Premio di Barcellona.

PROMOSSI

HAMILTON Lewis (Ferrari) – Il Destino sa essere un grande sceneggiatore. La prima vittoria del britannico con la Scuderia di Maranello arriva proprio nello stesso autodromo in cui si era concretizzata la prima affermazione di Michael Schumacher. L’inglese non vincerà mai 72 gare, né 5 Mondiali, con il Cavallino Rampante. Però ieri ha corso da quello che è stato e sa essere ancora, nonostante l’età: un fuoriclasse.

ANTONELLI Kimi (Mercedes) – Lo 0-18 da Russell in ottica Mondiale brucia, perché anche a questo giro aveva battuto il compagno di squadra, sorpassandolo in pista. Non si ritira per colpa sua, bensì perché viene tradito dalla batteria. Comunque, è evidente come il favorito per la conquista dell’Iride 2026 sia sempre più il teenager bolognese.

NORRIS Lando (McLaren) – Una gara senza particolari acuti, ma neppure senza errori. Una performance solida che gli vale il podio, grazie anche alle sventure altrui. Però è un risultato di cui aveva bisogno, soprattutto per ricordare a tutti di essere lui il detentore del titolo. Ormai è rassegnato ad abdicare, tuttavia sarebbe bene farlo dignitosamente, senza finire ne dimenticatoio.

RACING BULLS – La struttura satellite della Red Bull viene promossa in blocco, perché per la seconda gara consecutiva porta entrambe le vetture in zona punti, mantenendo un rendimento affine – almeno in termini aritmetici – a quello della Casa Madre. Bravi tutti, perché non si parla di un top team, bensì di chi lavora in silenzio e nell’ombra di un’altra squadra, rivelandosi però più incisivo di colossi multimilionari.

BOCCIATI

LECLERC Charles (Ferrari) – Il ritiro non è colpa sua, ma il weekend è stato pessimo. Iniziano a diventare tanti, questi fine settimana deficitari, ed è un peccato, considerando come la SF-26 sia una monoposto a tutti gli effetti vincente. “Voltare pagina” non è sufficiente. Meglio mettere un bel punto, chiudere il registro, farsi un giro per riposare mano e occhi. Solo allora è bene ricominciare a scrivere la propria storia in Rosso.

ALONSO Fernando (Aston Martin) – Quando Nigel Mansell tornò in Formula 1, a 41 anni, sul finire della stagione 1994, sugli spalti di Jerez de la Frontera comparve uno striscione. “Nigel we love ya, but give Coulthard the keys!”. Ossia, “Nigel ti amiamo, ma lascia le chiavi a Coulthard”. Anche i tifosi britannici avevano detto al leggendario Leone che era ora di appendere il casco al chiodo per sopraggiunti limiti di età. L’inglese si tolse la soddisfazione di un’ultima, fortunosa, vittoria poche settimane dopo. L’augurio è che Nando possa concludere la sua meravigliosa avventura in F1 con prestazioni ben migliori di quella del weekend.

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