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Basket: Brescia sogna la finale scudetto, ma davanti ha la retrocessione

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Amedeo Della Valle e Miro Bilan
Della Valle e Bilan / Ciamillo

Mentre sul parquet infuria una semifinale scudetto che profuma di impresa, sopra la testa di Brescia continua a pendere una minaccia che va ben oltre il risultato sportivo. La serie contro Milano, che con il successo di ieri è avanti 2-1 e ha domani sera il match point, rischia infatti di trasformarsi nell’ultimo atto di un’esperienza costruita con pazienza, competenza e continuità. Le indiscrezioni che raccontano di una possibile cessione del titolo sportivo a una nuova realtà romana arrivano come una stonatura assordante nel momento in cui la città lombarda sta vivendo il suo sogno cestistico più grande.

La fotografia del momento è quasi surreale. Da una parte una squadra che compete alla pari con una delle corazzate del basket italiano, dall’altra una società che potrebbe essere costretta a ripartire dalla Serie A2 attraverso il titolo sportivo di Torino. Un paradosso che evidenzia tutte le contraddizioni di un sistema nel quale il merito conquistato sul campo rischia di essere subordinato alle logiche della geografia, del marketing e delle opportunità finanziarie. Brescia gioca per uno scudetto, ma contemporaneamente deve interrogarsi sulla propria permanenza nella massima serie: una situazione che difficilmente trova paragoni nello sport professionistico moderno.

Al centro della vicenda c’è la prospettiva di riportare Roma stabilmente nel grande basket attraverso una scorciatoia amministrativa anziché attraverso il percorso naturale della competizione sportiva. Una scelta che, se confermata, rappresenterebbe una delle pagine più controverse degli ultimi anni della pallacanestro italiana. Non soltanto perché cancellerebbe o ridimensionerebbe realtà che hanno investito e costruito credibilità nel tempo, ma anche perché alimenterebbe l’idea che il valore di una piazza possa essere determinato più dalla sua appetibilità commerciale che dai risultati ottenuti sul campo. Il tutto in uno scenario già reso complesso dall’orizzonte di NBA Europe e dalla prospettiva di una capitale che potrebbe addirittura ritrovarsi con due squadre in Serie A.

A pagare il conto, come spesso accade, sarebbero soprattutto i tifosi. Quelli di Brescia, che vedrebbero messo in discussione il lavoro di un decennio culminato nella conquista della Coppa Italia e nelle attuali ambizioni tricolori. Quelli di Torino, che rischierebbero di perdere la propria squadra. E persino quelli di Trieste, ancora sospesi nell’incertezza sul futuro proprietario del club. In un momento in cui il basket italiano avrebbe bisogno di consolidare le proprie fondamenta, l’eventuale compravendita di diritti sportivi rischia invece di trasmettere un messaggio opposto: che il campo conta meno delle scrivanie. Ed è forse questo l’aspetto più amaro di una vicenda che continua a inquietare il movimento mentre Brescia prova, nonostante tutto, a inseguire un sogno chiamato scudetto.

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