Seguici su
LEGGI OA SPORT SENZA PUBBLICITÀ
ABBONATI

Atletica

Andy Diaz concede 62 cm alla pedana: sarebbe stata una misura folle! “Volevo il record del mondo”

Pubblicato

il

Andy Diaz
Andy Diaz / Lapresse

Il record del mondo del salto triplo è uno dei più longevi nel panorama dell’atletica internazionale: bisogna tornare al 7 agosto 1995 per trovare il superlativo balzo da 18.29 metri confezionato dal britannico Jonathan Edwards in occasione dei Mondiali di Göteborg. Cinque anni prima di mettersi al collo la meritatissima medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sydney 2000, uno dei più grandi interpreti della storia si spinse dove mai nessuno aveva osato e ancora oggi quel riscontro rappresenta un picchetto assoluto.

Ci sono andati molto vicini lo statunitense Christian Taylor (18.21 ai Mondiali di Pechino 2015) e lo spagnolo Jordan Diaz (18.18 agli Europei di Roma 2024), soltanto otto uomini sono riusciti a superare la barriera dei diciotto metri nella storia di quella che viene considerata la disciplina più logorante dell’atletica. Lo scettro resta nelle mani di Jonathan Edwards, ma più volte il nostro Andy Diaz aveva tuonato minaccioso: “Voglio fare il record del mondo al Golden Gala“.

Non era una provocazione, era una promessa. Il due volte Campione del Mondo indoor non parla mai a vanvera, è sempre molto ben ponderato e solido (pur nella sua simpatia e nel suo essere istrionico), non lascia mai nulla al caso e in occasione del suo secondo tentativo ha piazzato un brillante 17.58. Lontanissimo dal primato di Edwards, è lecito dire. Ma bisogna tenere conto di quanto è successo sulla pedana dello Stadio Olimpico di Roma: Andy Diaz ha concesso addirittura 62 centimetri all’asse di battuta! Il bronzo olimpico di Parigi 2024 ha staccato lontanissimo, concedendo tre spanne al limite: aggiungere 62 centimetri al 17.58 è un mero gioco, ma verrebbe fuori un monumentale 18.20…

L’azzurro ha poi dichiarato ai microfoni della Rai: “Mi sembrava un salto che valeva il record del mondo. Ero venuto con questo obiettivo, volevo farlo qui: c’era il pubblico giusto, c’era l’energia giusta, ma la stagione è appena iniziata. L’ho fatto per mia mamma e la nonna, che tornerà a Cuba dopo questa gara: volevo farle un bel regalo. Dovevo fare bene qui, ero un po’ teso, ero un po’ nervoso: non è facile gareggiare con tutto il pubblico, sono ancora emozionato, tutti i bambini dicevano il mio nome e menomale che ho vinto“.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI