Roland GarrosTennis
Alexander Zverev in lacrime: “Quattro anni fa ero in un angolo tutto rotto, ora sono campione Slam”
Alexander Zverev ha vinto il Roland Garros 2026, sconfiggendo Flavio Cobolli nell’equilibratissima e combattutissima finale andata in scena sulla terra rossa di Parigi. Il tedesco si è imposto con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-4, 6-7(5), 6-1 dopo quattro ore e diciannove minuti di gioco spumeggiante sul Court Philippe-Chatrier e ha così conquistato il primo Slam della propria carriera, sfatando un autentico tabù e spezzando il duopolio Sinner-Alcaraz che aveva caratterizzato le ultime due stagioni.
Dopo aver ceduto in tre finali, il 29enne si è iscritto all’albo d’oro dei maestri capaci di trionfare in uno dei quattro tornei più importanti del calendario tennistico. Il numero 3 del mondo ha alzato al cielo la sempre mitica Coppa dei Moschettieri, che gli è stata consegnata da Adriano Panatta, e festeggerà con l’assegno da 2,8 milioni di euro garantito dagli organizzatori della competizione che ha animato la capitale francese nelle ultime due settimane.
Alexander Zverev ha espresso tutta la propria soddisfazione durante la premiazione, incominciando il proprio discorso con le tradizionali congratulazioni rivolte all’avversario: “Mi complimento con te, Flavio. Due settimane stupende, la prima finale Slam: non sono in tanti a giocare una partita del genere, dal profondo del mio cuore spero che presto avrai tra le braccia una coppa come questa. Mi complimento con la vostra squadra, che è una delle mie preferite: mi piace sempre parlare con voi, sono sicuro che in futuro ce la farete“.
Il tedesco ha continuato con altri ringraziamenti: “Un grandissimo ringraziamento ad Amelie Mauresmo: sei una delle direttrici di torneo migliori, fai sempre il massimo per farci sentire i benvenuti ed è formidabile tutto quello che hai fatto negli ultimi due anni, ci sono due campi bellissimi con il tetto, tante cose sono cambiate da quando sei arrivata tu e ti faccio i complimenti. Ringrazio anche la Federazione francese, i raccattapalle, i giudici di linea: fanno uno sforzo incredibile affinché si disputi questo torneo. Ringrazio anche il pubblico“.
Il ribattezzato Sasha ha poi continuato: “Questo campo è molto speciale per me, qui ho avuto uno dei momenti più belli della mia carriera e il peggiore: quattro anni fa ero là nell’angolo con fratture e legamenti rotti, poi una finale due anni fa e ora c’è un finale con il lieto fine. Ho avuto la sensazione che il pubblico mi abbia spinto in queste due settimane: senza di voi non avrei vinto il torneo. Ringrazio il mio team: non riesco a liberarmi di mio papà, è da 29 anni che è lì, anche di mio fratello non riesco a liberarmi (scherza, n.d.r.), il mio fisioterapista e il mio migliore amico, che da dieci anni è nel box. Infortuni, cuori spezzati, spesso abbiamo perso, ma alla fine siamo campioni Slam ed è quello che conta”.
