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Adriano Panatta non ha dubbi: “Zverev è più strutturato, Cobolli in due anni sarà pronto per puntare ai grandi tornei”

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Adriano Panatta
Panatta / IPA Sport

Cinquant’anni dopo il suo leggendario trionfo parigino del 1976, Adriano Panatta è tornato sul campo centrale del Roland Garros per premiare il vincitore dell’Open di Francia 2026. Purtroppo per i colori azzurri è stato il tedesco Alexander Zverev a conquistare il titolo, battendo in cinque set Flavio Cobolli per 6-1 4-6 6-4 6-7 6-1 e vincendo finalmente il suo primo Major in carriera.

Io ero convinto, alla fine del quarto set, che Cobolli avrebbe vinto il quinto. Quando li vedi da cinque o sei metri di distanza ti rendi davvero conto di tante cose. Per me non poteva più perderla. Zverev aveva un problema al ginocchio, già evidente da tre o quattro game prima. E nonostante questo è riuscito a resistere. Poi c’è un’altra cosa: io non ho mai visto nessuno correre come Cobolli in vita mia. Davvero, una rapidità impressionante. Di giocatori ne avrò visti tantissimi, anche più forti, ma uno così veloce e capace di muoversi in quella maniera non l’avevo mai visto. E questo, secondo me, è il suo grande segreto“, ha dichiarato Panatta nel corso del podcast “La Telefonata”.

Uno dei tennisti italiani più grandi di sempre ha parlato della finale di ieri anche a Rai Radio 1: “Comunque durante la premiazione Flavio mi ha detto: ‘Ho avuto un principio di crampi al polpaccio, poi sono andato negli spogliatoi e il problema si è esteso anche al quadricipite. A quel punto non riuscivo più a giocare’. Io non ho mai avuto crampi e quando ho vinto io il Roland Garros facevano 40 gradi, era l’anno della siccità. Diciamo però che noi eravamo più tecnici e meno fisici, il nostro era un discorso più tattico e stilistico. Con questo modo di giocare ci si infortuna molto più facilmente, si faranno tutti male“.

Panatta ritiene comunque oltremodo positivo il percorso di Flavio a Parigi e vede delle prospettive importanti per il suo futuro: “Facevo tantissimo il tifo per Cobolli, volevo consegnare la coppa a un romano e romanista. Mi dispiace ma sono sicuro che un anno e mezzo fa Flavio non avrebbe mai pensato di poter andare in finale. Zverev è più strutturato, in due anni però Cobolli sarà prontissimo per i più grandi tornei“.

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