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Rugby

United Rugby Championship: Per Treviso e Parma una stagione da dimenticare

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Black Lion - Zebre
Black Lion - Zebre / IPA Agency

La stagione 2025/26 dello United Rugby Championship si chiude con un bilancio complessivamente deludente per le due franchigie italiane, Benetton Treviso e Zebre Parma. Entrambe hanno faticato a trovare continuità nel corso del torneo, restando stabilmente nella parte bassa della classifica e lontane dalla zona playoff. Anche se il percorso nella Challenge Cup è stato più brillante, è stato comunque insufficiente a cambiare la percezione di una stagione complessivamente negativa, segnata da troppe occasioni mancate e da una difficoltà strutturale nel competere con le franchigie più attrezzate.

Per la Benetton, l’URC è stato ancora una volta un percorso a due facce: buone prestazioni contro avversari di alto livello alternate a blackout pesanti nei momenti chiave della stagione. Il capitano Michele Lamaro ha fotografato bene il momento, come riportato dal Gazzettino: “Si conclude una stagione intensa, ricca di alti e bassi e un po’ sfortunata… non riuscendo a mettere sempre in campo quello che serve per battere gli avversari”. Al tempo stesso, però, il gruppo si è tolto soddisfazioni importanti come le vittorie contro Glasgow e Leinster, segnale che il potenziale non manca. Una stagione quindi di occasioni sprecate, con la consapevolezza però di poter ripartire da basi tecniche ancora solide e da un prossimo ciclo tecnico che porterà nuovi innesti e un nuovo staff.

Discorso simile, ma con un percorso ancora più complicato, per le Zebre. La franchigia ducale ha mostrato segnali di crescita soprattutto in Challenge Cup, dove alcune prestazioni sono state più competitive rispetto al campionato, ma senza riuscire a trasformarle in risultati continui. Luca Morisi, a Onrugby, ha sottolineato il valore del gruppo e la complessità del contesto: “Alle Zebre ho ritrovato un gruppo di giocatori incredibile… Oggi, però, mi sembra che qualcosa stia cambiando. Il nuovo consiglio di amministrazione sta lavorando bene… quest’anno è stato un po’ sfortunato”. Un mix di episodi sfavorevoli e limiti strutturali che continua a pesare sul rendimento complessivo della squadra.

Il quadro generale del rugby italiano resta quindi ambivalente: da un lato la crescita di competitività episodica della Benetton, capace di battere anche top team ma non ancora di reggere una stagione intera ad alto livello; dall’altro le Zebre, ancora in piena fase di costruzione. Entrambe restano però fondamentali per il movimento, soprattutto in ottica nazionale. La sensazione è che serva continuità progettuale, profondità di rosa e stabilità tecnica per trasformare il potenziale intravisto in risultati concreti. Per Treviso e Parma, ancora una volta, la stagione si chiude più con interrogativi che con certezze.

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