Nuoto
Mare Nostrum, l’Italia cala il tris a Barcellona: D’Ambrosio guida gli azzurri, brillano Quadarella e Griffante
Tre podi, cinque quarti posti e tante indicazioni positive per l’Italia nella prima giornata della tappa di Barcellona, ultimo appuntamento del circuito Mare Nostrum prima dei grandi eventi dell’estate. A salire sul podio sono stati Carlos D’Ambrosio, secondo nei 200 stile libero, Tommaso Griffante, terzo negli 800 stile libero, e Simona Quadarella, terza nei 400 stile libero alle spalle della neozelandese Erika Fairweather, protagonista con il record della manifestazione e della piscina.
Gli azzurri hanno sfiorato più volte le medaglie con Jacopo Barbotti, quarto nei 400 misti e nei 200 stile libero, Lorenzo Ballarati nei 50 stile libero, Christian Mantegazza nei 200 rana e Alberto Razzetti nei 100 farfalla. Da segnalare anche le finali conquistate da Anita Gastaldi, Emma Menicucci, Francesco Lazzari, Ludovico Viberti, Giada Alzetta, Viola Scotto di Carlo e Francesco Ceolin.
Sul fronte internazionale brillano anche l’olandese Marrit Steenbergen, capace di nuotare in 51″97 i 100 stile libero, la canadese Mary-Sophie Harvey, vincitrice dei 200 misti, il belga Caspar Corbeau nei 200 rana e il canadese Ilya Kharun nei 100 farfalla. Una giornata ricca di spunti tecnici e di risultati di valore che ha confermato l’elevato livello della manifestazione catalana.
Podio azzurro in un 200 stile libero molto italiano grazie a Carlos D’Ambrosio, secondo al termine di una finale di alto livello in 1’48”02. L’italiano resta sempre nelle posizioni di vertice e chiude con un ottimo ultimo cinquanta, conquistando una piazza d’onore di prestigio. Nella stessa finale si mettono in evidenza anche Jacopo Barbotti, quarto in 1’48”52, e Alessandro Ragaini, settimo con 1’49”57. La vittoria va all’americano Patrick Sammon, autore di una prova molto solida chiusa in 1’46”22. Alle spalle di D’Ambrosio completa il podio il polacco Kamil Sieradzki, terzo in 1’48”28. Barbotti manca le medaglie per appena 24 centesimi, precedendo il britannico Duncan Scott, quinto in 1’48”60, e lo spagnolo Miguel Perez-Godoy Brageli, sesto in 1’48”79. Una finale che conferma l’ottimo momento del mezzofondo veloce italiano.
Anche Tommaso Griffante sale sul podio negli 800 stile libero nella prima giornata del Mare Nostrum di Barcellona. L’azzurro della Fin Veneto disputa una prova solida e regolare, rimanendo sempre nelle posizioni di vertice e chiudendo al terzo posto in 7’56”93, unico italiano in gara. Griffante gestisce con intelligenza il ritmo nella parte centrale della gara e trova ancora energie per un buon finale che gli consente di difendere il podio dagli attacchi dello spagnolo Cristobal Vargas Trujillo, quarto in 7’58”24. La vittoria va allo svedese Victor Johansson, autore di una prestazione di alto livello chiusa in 7’49”43, grazie a una progressione costante che gli permette di staccare la concorrenza negli ultimi 200 metri. Seconda posizione per il romeno Andrei Theodor Proca, che conclude in 7’54”84. Completa il podio proprio Griffante con 7’56”93, in una gara che ha confermato il buono stato di forma del giovane fondista italiano.
Il tezo podio di giornata per l’Italia arriva grazie a Simona Quadarella che conquista il terzo posto nei 400 stile libero, confermandosi tra le protagoniste della distanza con il tempo di 4’06”27. L’azzurra del Circolo Canottieri Aniene imposta una gara regolare e controllata, mantenendosi sempre nelle posizioni da podio e chiudendo con autorità davanti alle inseguitrici. La vittoria è della neozelandese Erika Fairweather, che firma il record della manifestazione e della piscina con un eccellente 4’01”75. Alle sue spalle si piazza l’argentina Agostina Hein, seconda in 4’02”99 dopo una prova di grande spessore. Quadarella completa il podio con 4’06”27, precedendo le canadesi Ella Jansen (4’08”79) e Julie Brousseau (4’12”37), oltre alla portoghese Francisca Soares Martins, quinta in 4’10”08. Per l’azzurra arriva un risultato incoraggiante in una gara di elevato contenuto tecnico.
Anita Gastaldi chiude ottava nella finale dei 50 dorso, fermando il cronometro a 29”01 in una gara di ottimo livello internazionale. L’azzurra non riesce a inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice, ma porta comunque a termine una prova solida in una specialità particolarmente competitiva. Il successo va alla canadese Ingrid Wilm, che si impone con il tempo di 27”58, facendo valere la propria esperienza e precedendo l’americana Leah Shackley, seconda in 28”04. Completa il podio l’ungherese Lilla Minna Abraham, terza in 28”49. Alle spalle delle prime tre si piazzano la romena Daria-Mariuca Silisteanu (28”57), la polacca Adela Piskorska (28”61) e la canadese Madison Kryger, sesta a pari merito con la spagnola Sara Costa De Vicente in 28”68.
Anita Gastaldi archivia poi la finale dei 200 misti con un sesto posto in 2’13”39, al termine di una prova equilibrata in tutte le frazioni. L’azzurra resta a contatto con le migliori per buona parte della gara, pagando qualcosa soprattutto nella rana, ma riuscendo a chiudere con un buon ultimo cinquanta a stile libero. A conquistare il successo è la canadese Mary-Sophie Harvey, che domina la prova in 2’09”45, unica atleta a scendere sotto il muro dei 2’10”. Seconda posizione per la neozelandese Rebecca Meder, che conclude in 2’11”92, mentre il terzo gradino del podio va all’israeliana Anastasya Gorbenko, terza in 2’12”03. Ai piedi del podio termina la spagnola Emma Carrasco Cadens (2’12”96), seguita dalla polacca Barbara Lesniewska (2’13”20). Gastaldi è sesta davanti alla spagnola Alba Vazquez Ruiz (2’14”99) e alla svedese Hanna Bergman (2’19”04).
Ludovico Viberti, alla sua prima apparizione ufficiale quest’anno, centra la finale e chiude al settimo posto nei 50 rana con il tempo di 27”51. L’azzurro del Centro Nuoto Torino disputa una prova discreta, ma non riesce a trovare lo spunto necessario per inserirsi nella lotta per il podio in una gara caratterizzata da distacchi molto contenuti. La vittoria va al sudafricano Michael J. Houlie, che si impone in 26”77, precedendo di appena undici centesimi il russo Ivan Kozhakin, secondo in 26”88. Terza piazza per il bielorusso Ilya Shymanovich, autore di 27”06. Ai piedi del podio terminano il tedesco Melvin Imoudu (27”16), l’olandese Caspar Corbeau (27”28) e un altro rappresentante dei Paesi Bassi, Koen De Groot (27”40). Viberti conclude settimo davanti al britannico Archie Goodburn, ottavo in 27”76.
Viola Scotto di Carlo sfiora la zona podio (che già aveva conquistato a Monaco una settimana fa) nella finale dei 50 farfalla, chiudendo al settimo posto con il tempo di 26”58. L’azzurra resta a contatto con il gruppo che si gioca le posizioni più prestigiose, in una gara molto equilibrata alle spalle della vincitrice, ma non riesce a trovare i centesimi necessari per avvicinare le prime tre. Ad imporsi è la belga Roos Vanotterdijk, che conquista il successo in 25”88, precedendo la canadese Taylor Ruck, seconda in 25”98. Completa il podio la bielorussa Anastasiya Kuliashova, terza con 26”24. Nelle posizioni immediatamente successive si classificano la britannica Ciara Schlosshan (26”41), la polacca Flawia Kamzol (26”46) e la rappresentante delle Bermuda Emma Harvey (26”54). Scotto di Carlo conclude settima davanti alla danese Sandra Maria Balto, ottava in 26”99.
Il giovane promettente azzurro Jacopo Barbotti sfiora il podio nei 400 misti, chiudendo al quarto posto con il tempo di 4’23”67. L’azzurro resta in corsa per le medaglie fino alle ultime fasi della gara, pagando qualcosa soprattutto nella frazione a rana ma riuscendo a chiudere con un ottimo ultimo cinquanta a stile libero. Una prova comunque incoraggiante per il giovane italiano, che termina a poco più di due secondi dal podio. La vittoria è dell’ungherese Gabor Zombori, autore di una prestazione convincente in 4’17”14. Alle sue spalle si piazza il romeno Matei-Cristian State, secondo in 4’21”01, mentre il terzo gradino del podio va allo spagnolo Diego Mira Albaladejo, che chiude in 4’21”38. Barbotti è il migliore degli inseguitori davanti al tunisino Mohamed-Yassine Ben Abbes (4’24”72) e all’olandese Thomas Jansen (4’25”67), confermando una buona competitività in un contesto internazionale di livello.
Emma Virginia Menicucci chiude al sesto posto la finale dei 100 stile libero, fermando il cronometro a 54”54. L’azzurra nuota una gara regolare, transitando a metà prova in 26”27 e mantenendo un buon ritmo anche nella seconda vasca, in una finale di altissimo livello tecnico che vede diverse specialiste internazionali sotto i 55 secondi. A dominare la gara è ancora una volta l’olandese Marrit Steenbergen, che con 51”97 firma il record della piscina di Barcellona e scende ancora sotto al muro dei 52 secondi. Seconda posizione per la rappresentante di Hong Kong Siobhan Haughey, che chiude in 52”53, mentre il podio viene completato dall’altra olandese Milou Van Wijk, terza in 53”85. Ai piedi del podio terminano la spagnola Maria Daza Garcia (54”41) e l’americana Camille Spink (54”47), entrambe davanti di poco a Menicucci, che conquista comunque un piazzamento prestigioso in una finale particolarmente qualificata.
Francesco Lazzari conquista il sesto posto nella finale dei 100 dorso, chiudendo la propria prova in 55”30. L’azzurro nuota su buoni livelli, passando ai 50 metri in 26”66, ma non riesce a trovare l’accelerazione necessaria nella seconda parte di gara per inserirsi nella lotta per il podio, in una finale molto competitiva e caratterizzata da distacchi ridotti. La vittoria va a Miron Lifincev, che si impone in 53”72 grazie a una seconda vasca particolarmente efficace. Alle sue spalle termina il ceco Miroslav Knedla, secondo in 54”02, mentre completa il podio l’americano Ulises Sarabia, terzo con 54”60. Restano appena fuori dalle prime tre posizioni il ceco Jan Cejka (54”71) e l’ungherese Adam Jaszó (54”77). Lazzari chiude sesto davanti al rappresentante delle Bermuda Jack Harvey (55”73) e allo spagnolo Adrian Santos Martin (55”88).
Finale di altissimo spessore tecnico nei 100 rana femminili, con ben sette atlete racchiuse in poco più di un secondo. A imporsi è l’americana McKenzie Siroky, che costruisce il proprio successo con un passaggio molto veloce nella prima vasca e chiude in 1’06”20. Alle sue spalle si piazza la canadese Alexanne Lepage, seconda in 1’06”78, mentre il terzo gradino del podio va alla bielorussa Alina Zmushka, che tocca in 1’06”84 al termine di un arrivo particolarmente serrato. Appena fuori dalle medaglie la russa Evgeniia Chikunova, quarta in 1’06”93, davanti all’olandese Tes Schouten (1’07”13) e alla tedesca Anna Elendt (1’07”15). Completano la classifica della finale l’israeliana Anastasya Gorbenko, settima in 1’07”23, e la polacca Dominika Sztandera, ottava in 1’08”35.
Un Lorenzo Ballarati in crescita e sempre più competitivo sfiora il podio nella finale dei 50 stile libero, chiudendo al quarto posto con il tempo di 22”10. L’azzurro resta pienamente in corsa per le medaglie fino all’arrivo, pagando appena nove centesimi dal terzo gradino del podio in una gara estremamente veloce e combattuta. La vittoria va all’americano Quintin McCarty, che si impone in 21”70 precedendo il serbo Andrej Barna, secondo in 21”78. Terza posizione per il rappresentante di Hong Kong Ian Ho, che tocca in 22”01. Ballarati si ferma dunque ai piedi del podio, ma conferma un ottimo livello competitivo. Alle sue spalle terminano l’olandese Kenzo Simons (22”17), l’americano Jack Alexy (22”42), l’egiziano Abdelrahman Elaraby (22”50) e il tedesco Josha Salchow (22”65).
Finale equilibrata e di buon livello nei 200 dorso femminili, decisa soltanto negli ultimi metri. A conquistare il successo è la canadese Madison Kryger, che interpreta al meglio la seconda parte di gara e chiude in 2’09”53, precedendo di appena 21 centesimi l’americana Leah Shackley, seconda in 2’09”74. Sul terzo gradino del podio sale la spagnola Estella Llum Tonrath Nollgen, protagonista davanti al pubblico di casa con il tempo di 2’10”99. Restano invece ai piedi del podio la britannica Holly McGill (2’11”26) e la bielorussa Anastasiya Shkurdai (2’11”54), entrambe molto vicine alle posizioni da medaglia. Sesta l’altra spagnola Sara Costa De Vicente in 2’12”49, seguita dalla francese Manon Domingeon (2’13”04) e dall’ungherese Katalin Burian (2’13”96). Nessuna atleta italiana era presente nella finale.
Buon quarto posto per Christian Mantegazza nei 200 rana, con l’azzurro che conclude la propria prova in 2’12”30 al termine di una gara solida e ben gestita. Il portacolori delle Fiamme Gialle rimane a contatto con i migliori per gran parte della finale, confermando una buona continuità di rendimento e chiudendo come primo degli esclusi dal podio. La vittoria va al belga Caspar Corbeau, autore di un eccellente 2’08”50, che gli consente di precedere il russo Kirill Prigoda, secondo in 2’09”56. Terza posizione per il francese Antoine Marc, che tocca in 2’11”77. Alle spalle di Mantegazza si classificano il belga Noah De Schryver (2’13”51) e il danese Daniel Marinov (2’14”41), mentre l’olandese Arno Kamminga, primatista della manifestazione, non va oltre il settimo posto in 2’14”51.
Giada Alzetta chiude al quinto posto la finale dei 200 farfalla, facendo segnare il tempo di 2’12”43. L’azzurra della Fin Veneto nuota una prova generosa, rimanendo a lungo in corsa per le posizioni da podio prima di cedere qualcosa nella terza vasca. Nel finale riesce comunque a reagire e a difendere una piazza nella parte alta della classifica. Davanti a tutte la spagnola Laura Cabanes Garzas, che sfrutta al meglio il sostegno del pubblico di casa e vince in 2’08”38. Seconda posizione per la britannica Ciara Schlosshan con 2’10”53, mentre il terzo gradino del podio va all’altra spagnola Julia Pujadas Rusinol, terza in 2’11”06. Ai piedi del podio termina la bosniaca Lana Pudar in 2’12”17, appena davanti ad Alzetta. Completano la finale l’ungherese Boroka Kertesz (2’13”35), la cilena Yasmin Eliana Silva Contreras (2’14”31) e la canadese Clare Watson (2’15”65).
Doppia presenza italiana nella finale dei 100 farfalla, con Alberto Razzetti e Francesco Ceolin protagonisti di una prova positiva. Razzetti conclude al quarto posto ex aequo con il romeno Vlad-Stefan Mihalache in 52”76, mancando il podio per appena 36 centesimi. Settima posizione invece per il giovane Ceolin, che chiude in 52”97 confermando buone indicazioni in un contesto internazionale di alto livello. La vittoria va al canadese Ilya Kharun, autore di un convincente 51”50, mentre alle sue spalle si piazza il sudafricano Chad Le Clos, secondo in 52”27. Completa il podio lo spagnolo Isak Fernandez Rodrigo, terzo in 52”40 davanti al pubblico di casa. Dietro a Razzetti e Mihalache si classificano lo spagnolo Jorge Eliezer Otaiza Hernandez (52”78), Ceolin (52”97) e il polacco Adrian Jaskiewicz (53”13).
