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CiclismoGiro d'Italia

Giro d’Italia 2026, i promossi e bocciati dopo le prime 15 tappe. Vingegaard in gestione, che bravo Piganzoli

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Jonas Vingegaard
Jonas Vingegaard - Lapresse

Va a chiudersi anche la seconda settimana al Giro d’Italia 2026. La classifica generale a mano a mano si è andata a delineare anche se resta ancora apertissima la corsa per il podio verso Roma. Andiamo a scoprire i promossi e i bocciati di queste prime 14 tappe.

PROMOSSI

Jonas Vingegaard: tre arrivi in salita, tre vittorie, la Maglia Rosa ben cucita sulle spalle. Più di tutto questo quello che impressiona per il danese della Visma è quell’apparente calma e gestione che dimostra giorno dopo giorno: forse è a non più del 70% e nonostante questo fa il vuoto sui rivali. Devastante.

Felix Gall: il primo rivale, anche se a distanza, per Vingegaard. Eccellente scalatore l’austriaco, quando la strada sale non ha problemi a lanciare la sfida al danese e a staccare tutti gli altri della truppa. Ad oggi la seconda posizione finale sarebbe più che meritata.

Davide Piganzoli: l’Italia ha scoperto un corridore di quelli che in futuro possono ambire a qualcosa di importante. Ultimo uomo di Vingegaard, in parte sta facendo la sua corsa e lo fa alla grande: nonostante il lavoro per il capitano è in top-10 nella generale e può restarci fino a Roma.

Jhonatan Narváez: condizione straripante per l’ecuadoriano che quando va in fuga fa venire gli incubi ai suoi rivali. Su alcuni percorsi appare veramente ingiocabile. Tre vittorie di tappa e occhio perché per l’ultima settimana l’obiettivo può essere quello di prendersi la Maglia Ciclamino.

Afonso Eulalio: chi l’avrebbe mai detto? La fuga nella prima settimana, i tanti minuti lasciati dal gruppo, una decina di giorni in Maglia Rosa ma non è finita qui. Perché il portoghese della Bahrain-Victorious non è crollato, anzi. Occupa ancora la seconda posizione e adesso il sogno è quello di agguantare una top-5, anche se appare molto difficile.

BOCCIATI

Jonathan Milan: probabilmente la prima grande delusione della carriera. Fino ad ora quando si era posto un obiettivo nelle corse a tappe l’aveva sempre centrato. In questo Giro invece per una ragione o per un’altra è stato sempre distante dalla vittoria. Resta Roma per il velocista della Lidl-Trek.

Egan Bernal: il compagno di squadra Arensman è in lotta per il podio e probabilmente il campione colombiano dovrà avere un ruolo da gregario di lusso. Ci si aspettava però di più dal già vincitore di Giro e Tour. Sempre in difficoltà quando la strada sale.

Ben O’Connor: la prima settimana era stata discreta, bene anche la cronometro, poi il crollo in vetta a Pila. Praticamente il primo tra i big a staccarsi, diversi minuti sul groppone e podio che è già andato.

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