Rugby
Un’Italia gagliarda piega la Scozia nel fango dell’Olimpico e inizia alla grande il Sei Nazioni!
Si è appena conclusa in una Roma bagnata da una forte pioggia la sfida d’esordio del Guinness Sei Nazioni 2026 tra l’Italia e la Scozia. Match reso difficilissimo dall’acqua, ma dove gli azzurri creano il break decisivo nel primo quarto e poi gestiscono il vantaggio fino alla fine, pur soffrendo fino al fischio finale.
Primi minuti di marca scozzese, con i ragazzi in rosa che hanno possesso e territorio, ma Italia che regge all’urto. E al primo possesso azzurro è Brex a trovare il calcetto vincente a superare la difesa e Louis Lynagh che raccoglie, si tuffa e segna il 5-0 iniziale. Prova a reagire subito la Scozia, ma per la seconda volta Zambonin ruba una touche nei 22 azzurri, e al 14’ è Lynagh a prendere un difficile pallone aereo in attacco, poi sul prosieguo pallone che arriva al largo a Menoncello e nessuno lo ferma e Italia che allunga sul 12-0.
Lunghissima azione della Scozia sui 5 metri azzurri, ma Italia che difende benissimo e concede solo una punizione, senza far avanzare i britannici. Ma alla fine, al 24’, è Dempsey a sfondare centralmente e Scozia che accorcia sul 12-7. Italia un po’ troppo fallosa, con l’arbitro molto fiscale con gli azzurri, ma dopo un lunga fase di sofferenza al 32’ un fallo britannico riporta Garbisi e compagni in attacco. E sulla seguente azione altra infrazione ospite e Paolo Garbisi va sulla piazzola per il 15-7. La mischia azzurra domina e Italia che resta nella metà campo scozzese e primo tempo che si chiude con gli azzurri sul +8.
La ripresa inizia con una fantastica corsa di Menoncello, che fa quasi un coast to coast, ma alla fine arriva il tenuto azzurro e nulla di fatto. Italia molto fallosa anche in questo secondo tempo, permettendo alla Scozia di risalire il campo e al 47’ Russell va sulla piazzola per il 15-10. Qualche fischio troppo favorevole agli ospiti impedisce all’Italia di rendersi pericolosa, e serve l’intervento del Tmo per mostrare un placcaggio alto a favore degli azzurri. Al 50’ Garbisi torna sulla piazzola per il 18-10. Torna a soffrire, però, la squadra di Quesada, ma un ingresso di spalla di Turner su Zuliani e cartellino giallo per lo scozzese, anche se 99 volte su 100 questi interventi vengono punti con l’espulsione diretta. Con la pioggia che ha reso il campo scivolosissimo cresce il gioco al piede per le due squadre.
Si continua a lottare, faticando su un terreno di gioco fradicio, e Scozia che spinge cercando la rimonta. Al 67’ touche pericolosa sui 5 metri azzurri e dalla maul si stacca Horne che si tuffa e scivola fino in meta per il 18-15. Fatica ora l’Italia sia palla in mano sia in difesa, ma riesce a tenere il territorio rivolto verso i britannici. Alza un muro la squadra azzurra, con una difesa tornata a essere aggressiva e conquista una touche in attacco per far passare il tempo a 2’ dalla fine. Ma l’ultimo possesso è scozzese, che conquista una punizione e si spinge in attacco. Ma alla fine, dopo 30 fasi, l’Italia forza la maul e vince.
