Tennis
Francesco Maestrelli: “Sogno il main draw a Wimbledon. Sinner può ‘distruggerti’ con la sua presenza”
Umiltà e voglia di proseguire nel percorso. Francesco Maestrelli non si è di certo montato la testa dopo aver raggiunto per la prima volta il main draw degli Australian Open. Il tennista toscano, bravissimo a farsi largo nelle qualificazioni, si è tolto la soddisfazione di piegare in una complicata sfida al quinto set il francese Terence Atmane, affrontando poi sul campo della Rod Laver Arena il campione serbo Novak Djokovic. Un percorso magico ed è tempo di pensare a quel che sarà, senza però perdere la retta via in cui la parola d’ordine è lavoro. Maestrelli ne ha parlato nell’intervista concessa ai microfoni di OA Sport, spaziando tra diversi temi.
Gli Australian Open sono già nell’album dei ricordi, cosa ti porti dentro dall’esperienza di Melbourne?
“Dall’esperienza di Melbourne mi porto sicuramente tanta consapevolezza e fiducia nei miei mezzi. Fino ad ora non ero riuscito ancora a trovare risultati e continuità a livello ATP o Slam. A Melbourne ho sentito di potermela giocare e vincere con giocatori che sono stati praticamente tutti dentro la Top 100. Anche avere un livello quasi alla pari di uno dei giocatori più forti di tutti i tempi“.
Di te si è parlato anche anni fa, poi un periodo di difficoltà. Cosa ha rappresentato quella fase e quali erano le difficoltà?
“Sicuramente tre anni fa sono salito molto velocemente. A distanza di tre anni posso probabilmente dire che non ero totalmente pronto e che non ero strutturato, anche nel mio quotidiano, tennis e fuori dal campo da tennis. Non avevo l’esperienza e la maturità necessaria per poter gestire i momenti no e le difficoltà di essere un giocatore di tennis. Questa fase o periodo ha rappresentato un’occasione di crescita e maturità, dentro e fuori dal campo“.
Hai chiuso il 2025 con la vittoria nel Challenger di Bergamo e iniziato il 2026 col percorso agli Australian Open. E ora?
“Ora non cambia nulla. Non cambia nulla nel senso che tornerò a casa ad allenarmi per migliorare come abbiamo fatto fino ad ora, focalizzandoci su quello che queste ultime partite hanno evidenziato e cercare di rafforzare quella che è la mia identità di gioco. Provando ad essere un giocatore sempre più costante ed efficace“.
Su cosa credi di dover migliorare in campo, anche sulla base dei match che hai avuto a Melbourne?
“Penso che in campo la cosa che devo migliorare di più sia la costanza al servizio, che probabilmente come si è visto a Melbourne è il mio punto di forza. Altra cosa è il dritto, che ancora non è dove vorremmo che sia. Lavorerò sul cercare di mettere più accelerazione ed essere più aggressivo per andarmi a prendere il punto a rete“.
Sui social un video “divertente” del tuo allenatore è diventato virale sulla difficoltà di comunicazione tra voi. L’hai visto? Battute a parte ci puoi parlare del rapporto con lui?
“Quel video ha fatto ridere molto anche a me. C’era casino in campo, eravamo distanti, quindi ammetto di non aver capito assolutamente nulla di quello che mi stava dicendo. La toscanità ha prevalso in lui (sorride, ndr). A parte gli scherzi, abbiamo un rapporto ottimo dentro e fuori dal campo, col tempo abbiamo imparato a conoscerci e a trovare i modi migliori per cercare di tirare fuori il meglio l’uno dall’altro. Credo che come allenatore sia veramente forte“.
È un periodo storico di grandi soddisfazioni per il tennis italiano. Si è spesso parlato di circolo virtuoso, sei d’accordo? E se sì, è da stimolo anche per te?
“Il momento del tennis italiano ora è veramente incredibile. È motivo di orgoglio e stima anche per i giocatori che vengono da un pochettino più dietro come me. È veramente un privilegio poter avere vicino, aver modo di relazionarsi e imparare da giocatori che stanno facendo la storia del tennis italiano. A me tutto questo da tanta carica per lavorare per poterli raggiungere“.
Quali sono i modelli tennistici di Francesco Maestrelli?
“Io sono sempre stato grosso fan di Federer, però non ci azzecca molto con il mio modo di giocare probabilmente. Mi è sempre piaciuto molto Murray quando giocava. Anche Medvedev sia per il servizio che il rovescio, anche se loro credo siano un po’ più strategici rispetto al mio modo di giocare. A proposito di me, cercherei di essere un po’ più aggressivo e di venire più spesso a rete“.
Che giocatore vuole essere Francesco Maestrelli?
“Vorrei essere un giocatore che è incisivo ed aggressivo a partire dal servizio. Un giocatore capace di verticalizzare e di andare a prendersi i punti in maniera offensiva, ma che comunque all’occorrenza sia capace di essere solido da fondocampo e capace di correre e scambiare tanto“.
Il sogno nel cassetto?
“Nel breve periodo mi piacerebbe molto giocare il main draw di Wimbledon, e poi in assoluto per la mia carriera di vincerlo magari dai“.
Apprezzi più lo stile di gioco di Sinner o quello di Alcaraz?
“Onestamente apprezzo tutti e due veramente tanto. Nel senso che sia da uno che dall’altro prenderei un sacco di cose. Il gioco di Alcaraz è più aggressivo, più creativo e più vario, a volte fatto anche di giocate ‘estemporanee’. Di Sinner ammiro un sacco la costanza, la presenza in campo, l’attenzione, e il modo in cui si muove. Jannik è capace di distruggerti con la costanza e la sua ‘presenza’“.
