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Carlotta Zanardi: “Andare ai Mondiali sarebbe importante per l’Italia. Prima convocazione scoperta su Instagram”

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Carlotta Zanardi
Carlotta Zanardi / Ciamillo

Carlotta Zanardi, playmaker del Famila Schio, è stata l’ospite dell’ultima puntata di Talent Zone, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La giovane giocatrice di origine bresciana si è racconta a 360 gradi, tra inizi, presente e sogni futuri, personali e con la nazionale.

Il primo punto dell’intervista si chiama, ovviamente, Eurolega:Sicuramente un campionato splendido, con squadre e rivali di altissimo livello. Le migliori d’Europa. Sono felice a Schio, sto realizzando un salto che sognavo. Voglio essere utile per la squadra e provare a farlo in ogni occasione. Sono molto contenta anche della mia prestazione contro Girona, sin dal mio ingresso in campo. Abbiamo giocato bene di squadra, abbiamo diviso bene i punti segnati. Abbiamo vinto di 11 rimontando i 9 dell’andata. Ulteriore punto a nostro favore. Non è facile per me inserirmi, essendo quella con meno esperienza, con giocatrici di grande talento al mio fianco. Io sto lavorando duramente ogni giorno ed i frutti iniziano a vedersi”.

L’adattamento alla nuova realtà?L’inserimento non è stato semplice perchè arrivavo da una società più piccola dov’ero il punto di riferimento. Sono arrivata in una squadra dove il posto me lo dovevo sudare. Non conoscevo nessuna, per cui ho dovuto ambientarmi ma è stato facile perchè sono state tutte molto carine e disponibili. Con le altre playmaker mi confronto e loro mi danno consigli per crescere. Sono state e sono molto d’aiuto per me”.

Caratteristiche tecniche e mentali?Sono sempre stata abbastanza brava a farmi trovare pronta nei momenti in cui vengo chiamata in causa. Cerco sempre di mantenere la concentrazione per leggere al meglio le varie situazioni. L’Eurolega è un mondo nuovo con un altro livello e una velocità superiore. Sai che chi avrai di fronte è spesso più forte di te, per cui devo fronteggiarle nel migliore dei modi. Avendo tante compagne di livello io cerco di imparare ogni giorno”.

Su cosa sta lavorando?Si può sempre migliorare in tutto, dopotutto ho solo 20 anni. Quest’anno rispetto al mio standard sono molto migliorata in difesa, soprattutto a livello di velocità dei piedi, anche contro le avversarie più veloci. Un difetto che sto migliorando sempre di più. Sono sempre stata una giocatrice che entrava in campo e rimaneva tranquilla e leggera. Questo mi ha dato una grossa mano. Non penso agli errori fatti, ma piuttosto all’azione successiva, per fare meglio. Non c’è tempo per fermarti altrimenti sei già indietro rispetto alla partita. Devi essere sempre concentrata e pronta. L’anno scorso, visto il grande cambiamento, esitavo un po’ perchè sapevo che al minimo errore c’era qualcuna che faceva meglio di me. Tiravo meno e ho avuto un po’ di difficoltà. Ora mi sto sbloccando e non ho più paura. Ho fiducia nel mio tiro e la porto anche in allenamento”.

L’emozione di giocare contro la “sua” Brescia non è stata di poco conto. “C’è stata sicuramente emozione, contando che l’allenatore è mio padre. C’è sempre una sfida nella sfida tra di noi. Tutti e due vogliamo vincere. Ricordo tanti bei momenti, ma la nostalgia è quella giusta. Ora sono felice a Schio e voglio continuare così. Un’altra particolarità? Aver giocato con mia madre, Laura Marcolini, quando ero giovanissima ad inizio carriera. In quella partita io avevo fatto 13 punti e lei 18. Nonostante fosse l’esordio io ero entrata con grande sfacciataggine e ho fatto bene”.

Dalla squadra di appartenenza alla Nazionale. Iniziando dall’Under 20.Abbiamo vinto due splendidi bronzi negli Europei. Quest’anno era la prima volta nella quale giocavo con la mia annata dato che ero sempre con annate più grandi delle mie. Avevo più responsabilità ma anche più divertimento. Penso che tecnicamente avevamo una squadra meno forte dell’anno scorso ma abbiamo vinto di nuovo e avremmo anche potuto raggiungere la finale. Peccato aver trovato la Spagna in semifinale. Due anni fa un altro percorso splendido e ancora Spagna in semifinale purtroppo”.

Dalla Under 20 alla Nazionale maggiore:Questa estate sono rimasta poco con il gruppo per colpa di un problema al ginocchio. Mi sono fermata per non rischiare gli Europei U20. Avevo comunque fatto già due raduni, anche per questo il mio prossimo obiettivo sarà rimanere nelle 12 ed essere un punto di riferimento della squadra. L’emozione della prima convocazione? L’ho scoperto da un post di Instagram – sorride – Sono stata taggata dalla Federazione quindi avevo capito che era successo. Sicuramente una bella emozione ma una chiamata che mi aspettavo, in poche parole un altro obiettivo raggiunto”.

Ed ora Mondiali?A marzo vivremo le qualificazioni e faremo il possibile per raggiungere questo traguardo, credo che sarebbe davvero importante per il movimento. Noi dobbiamo continuare su questa strada”.

Ultima battuta sul basket femminile nel suo complesso:Credo che purtroppo ci sono ancora tanti stereotipi. Si pensa che sia uno sport solo maschile e si preferisce quello perchè schiacciano, sono più atletici c’è un gioco più dinamico e attrae chi magari non è appassionato. Noi andiamo sulla Rai e non è poco, ma si potrebbe fare di più. All’estero vediamo altri scenari. In Spagna ci sono palazzetti che noi ci sogniamo e soprattutto li riempiono. La WNBA? Ovviamente parliamo di un mondo a parte. Chi vorrei sfidare di quella Lega? Magari vorrei andare io a giocare là! Una esperienza all’estero? Se ci sarà la possibilità la valuterò. Io non escludo nulla ma sono molto concentrata sul presente. Voglio fare i miei anni a Schio ma non sono chiusa alle altre esperienze”.

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