Tennis
Boris Becker si schiera dalla parte di Zverev: “Carlos Alcaraz e Jannik Sinner sono tutelati”
Le parole pronunciate da Alexander Zverev durante la semifinale degli Australian Open 2026 hanno acceso il dibattito e lasciato un segno profondo nel racconto di una delle partite più tese del torneo. Il tedesco, sconfitto al quinto set da Carlos Alcaraz, non ha nascosto la propria frustrazione in un momento cruciale dell’incontro, rivolgendosi direttamente al supervisor per contestare la concessione di un Medical Time Out allo spagnolo, a suo dire non consentito perché legato a semplici crampi.
Nel pieno della battaglia, con la vittoria che sembrava a portata di mano, Sascha si è lasciato andare a uno sfogo durissimo: “E’ incredibile che venga curato per i crampi, è una str….ta. State proteggendo questi due ragazzi tutto il tempo“. Un riferimento esplicito non solo ad Alcaraz, ma anche alle polemiche emerse nei giorni precedenti attorno a Jannik Sinner, favorito dalla chiusura del tetto nella sfida contro Eliot Spizzirri, circostanza che gli aveva permesso di recuperare qualche minuto prezioso per gestire i crampi.
A dare peso alle ragioni di Zverev è intervenuto Boris Becker, voce autorevole e mai banale quando si parla di regolamenti e dinamiche di campo. L’ex campione tedesco, ai microfoni di TNT Sports, ha espresso una posizione netta, citando punto per punto quanto accaduto: “Sascha ha perfettamente ragione, chiunque sarebbe andato nel panico in quel momento. Perché stava vincendo. Se Alcaraz avesse dovuto continuare a giocare, non sarebbe stato in grado di continuare. Alcaraz è un ragazzo intelligente, ha detto di aver sentito un leggero dolore, ecc. Hai il diritto di chiedere un timeout medico. Naturalmente, l’arbitro non può saperlo, né può saperlo il supervisor“.
Becker ha poi ampliato il discorso, sottolineando le ambiguità di una situazione che, a suo avviso, merita attenzione: “Dobbiamo credere ad Alcaraz quando dice di aver sentito una sensazione di stiramento, un infortunio, ma il fatto che tre ore dopo si sia rivelato un crampo e non un infortunio dimostra chiaramente che hanno giocato a lungo. È una situazione difficile, e Sascha si riferisce ovviamente a entrambi i giocatori, quindi Sinner è tutelato, così come Alcaraz. Non posso dire nulla su Jannik al momento, ma dobbiamo tenere d’occhio le regole per Sinner e Alcaraz, così come per gli altri giocatori“.
Al netto delle polemiche, però, il regolamento è stato rispettato in entrambi i casi. Per quanto riguarda Sinner, l’interruzione rientrava pienamente nelle norme previste in condizioni di caldo estremo, applicate correttamente dagli ufficiali di gara. La situazione di Alcaraz, invece, presenta un dettaglio spesso trascurato ma determinante.
Durante la semifinale, infatti, lo spagnolo aveva manifestato un grave malessere di natura intestinale, arrivando addirittura a vomitare sul proprio asciugamano. Un episodio che cambia radicalmente la lettura dei fatti. Quando il murciano ha richiesto il Medical Time Out, i crampi non sono stati considerati come un semplice affaticamento muscolare, bensì come un possibile sintomo collegato a una condizione medica più ampia, potenzialmente riconducibile a un colpo di calore.
Il regolamento ufficiale degli Australian Open è chiaro: in presenza di dubbi sulla natura del problema fisico, spetta esclusivamente al medico o al fisioterapista stabilire se il trattamento sia consentito. In questo caso specifico, il fisioterapista ha autorizzato l’intervento, somministrando ad Alcaraz una pastiglia, un integratore o un farmaco contro la disidratazione, che rende l’operazione pienamente legittima.
