Tennis
Puppo rivela: “Non avevo la percezione di quanto Sinner fosse forte nello sci. Ma in discesa aveva paura”
Seconda giornata di match agli Australian Open 2026. In casa Italia la gioia è sicuramente per la vittoria di Francesco Maestrelli che vola al secondo turno battendo il francese Atmane in cinque set. Domani spazio a Jannik Sinner che debutterà a Melbourne. Andiamo a sentire il commento di Dario Puppo su Tennismania.
Le parole del giornalista di Eurosport: “Allora, devo dire che la prima giornata è stata abbastanza povera di elementi davvero significativi, mentre oggi è andata diversamente. Al di là di Maestrelli, che ha giocato comunque bene, anche se alcuni italiani hanno giocato ieri e purtroppo uno non giocherà perché Berrettini si è ritirato”.
E ancora: “C’era Djokovic, che non ha giocato male, devo dire la verità, ed è sicuramente uno dei temi di giornata. Il caldo si fa sentire: l’immagine della raccattapalle, poverina, che va avanti e indietro di fianco al seggiolone dell’arbitro, barcolla senza cadere mentre la giocatrice la guarda, poi alla fine cade all’indietro, è un’immagine forte”.
Su Auger-Aliassime che si è ritirato: “Ha spiegato che dovrà fare analisi più approfondite e valutazioni per capire davvero perché ha problemi di idratazione: non si tratta di un infortunio, ma di crampi che gli prendevano praticamente tutto il corpo. Credo che si sia anche un po’ spaventato e abbia capito che non valeva la pena andare avanti. È un giocatore che sembra avere un fisico pazzesco, però ha davvero tanti problemi questo ragazzo”.
Parlando di Atmane: “È successa una cosa particolare: a un certo punto è impazzito e si è dato quattro racchettate sul ginocchio sinistro, che si è gonfiato. L’ho visto poi in piedi, con le ginocchia incrociate, come se stesse pensando che non avrebbe dovuto darsi quelle mazzate e che forse un po’ lo hanno condizionato”.
Il commento su Maestrelli: “Mi ha impressionato, perché non sembrava affatto un giocatore alla prima partita in un tabellone principale di un torneo del Grande Slam, per come sono andati i due set finali. È stata una cosa notevole: ho azzardato dicendo “adesso metti il pilota automatico, perché hai i colpi per farlo e andare via”. È andato oltre ogni aspettativa, questo ragazzo che se aggiusta il dritto può fare un ulteriore salto. Se riesce a evitare di arretrare quando colpisce il dritto e a giocarlo in avanzamento, come ha fatto nel finale in alcune chiusure, allora ha davvero tutti i colpi”.
Su Sinner in versione sciatore: “Qualcuno mi ha raccontato che quando a 12 anni Sinner ha cominciato a spostarsi anche facendo un po’ di discesa, lì ha avuto qualche dubbio, un po’ per il fisico che aveva e un po’ per la paura di farsi male. Quindi qualcuno ci disse che sono stati bravi loro in quel momento a cogliere l’attimo: gli ha detto Jannik “scusa, vieni un attimo che ti facciamo fare due tornei”. E lui, quando ha visto che giocando una o due volte a settimana batteva tutti quelli che si allenavano come draghi cinque giorni su cinque, ha capito che forse c’era la strada anche lì. È lo sport (maschile, a mio modo di vedere) più complicato di tutti. Ha fatto la scelta più complicata, perché lui è un po’ così. Devo dire che io, lo ribadisco, fino a quando non ho letto l’albo d’oro del Gran Premio Giovanissimi, non avevo mai percepito quanto potesse essere forte sugli sci Sinner andando avanti. Con la mentalità che ha, gli aspetti fisici, la crescita”.
