Tennis
Partite anticipate per il troppo caldo e Sinner piazzato alle 12.00: la scelta poco felice degli organizzatori
Un capolavoro di resistenza firmato Jannik Sinner, certo, ma anche un piccolo manuale di gestione discutibile firmato Australian Open. Perché se è vero che l’azzurro ha conquistato gli ottavi di finale dopo quasi quattro ore di lotta feroce contro un più che valido Eliot Spizzirri, è altrettanto vero che farlo scendere in campo alle 12:00 locali (02:00 italiane), quando il sole di Melbourne è già in versione “forno industriale”, è una scelta che merita ben più di un sopracciglio alzato. Altro che “match epico”: qui siamo stati a metà tra un incontro di tennis e una prova di sopravvivenza a eliminazione diretta.
L’avvio è complicato, Sinner perde il primo set, fatica a trovare ritmo e sembra quasi spaesato. Poi reagisce, come fanno i campioni, rimette in piedi la partita e nel terzo set arriva il conto da pagare: crampi, movimenti limitati, sofferenza evidente. Una conseguenza tutt’altro che sorprendente quando si decide di far giocare uno dei match più lunghi e intensi del torneo nell’orario peggiore possibile, come se fosse un dettaglio trascurabile. D’altronde, cosa potrà mai andare storto a mezzogiorno in Australia a gennaio?
A un certo punto entra in scena l'”Extreme Heat Protocols“, con la conseguente chiusura del tetto. Ed è qui che la situazione sfiora la commedia: prima si manda il giocatore a cuocere lentamente sotto il sole, poi ci si accorge che sì, forse faceva davvero troppo caldo. Quella pausa diventa un momento chiave, permettendo a Sinner di recuperare parzialmente e di non affondare del tutto. Una scelta necessaria, ma tardiva, che suona quasi come un’ammissione implicita di errore.
Da lì in avanti emerge tutto il valore dell’azzurro: intelligenza tattica, capacità di adattamento, lucidità nei momenti decisivi. Abbassa il ritmo, sceglie con più attenzione le soluzioni e piega uno Spizzirri combattivo, solido e mai arrendevole. Il risultato finale premia il talento e il carattere di Sinner, che si prende meritatamente gli ottavi di finale.
Resta però una domanda che continua a rimbalzare sotto il sole di Melbourne: perché anticipare a tutti i costi? Con ampio margine rispetto alla sessione serale sulla Rod Laver Arena, posticipare l’incontro sarebbe stato non solo possibile, ma logico e responsabile. Invece si è scelto di forzare il calendario, trasformando una grande partita in una sfida contro il termometro. Sinner vince da campione, gli organizzatori invece portano a casa l’ennesima decisione discutibile. Lui guarda avanti nel torneo, loro restano fermi… sotto il sole delle critiche.
