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Pagelle slalom Madonna di Campiglio 2026: l’Italia rigenera Noel, Vinatzer tra illusione e cruda realtà

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Alex Vinatzer
Alex Vinatzer / Lapresse

PAGELLE SLALOM MADONNA DI CAMPIGLIO 2026

Mercoledì 7 gennaio

Clement Noel, 10: quando non commette errori, diventa difficilmente battibile. L’aria italiana ha rigenerato il campione olimpico: dopo il 2° posto in Alta Badia, ecco il sigillo sulla mitica 3Tre. Ai Giochi sarà ancora l’uomo da battere.

Eduard Hallberg, 9: manca la prima vittoria in carriera per soli 12 centesimi, ma l’appuntamento è davvero solo rimandato. Stiamo parlando di un talento purissimo, in grado in certe condizioni di andare anche più forte di Noel. Oggi il successo è sfumato per un errore sul dosso conclusivo dove ha perso tanta velocità. Ad ogni modo, sa esaltarsi su piste non così impegnative in termini di pendenza: non è un caso che sia salito sul podio a Levi e Campiglio. E a Bormio troverà condizioni simili…

Paco Rassat, 9: ormai è un big a tutti gli effetti. Non bisogna guardare solo la vittoria di Gurgl o il terzo posto odierno (dopo aver recuperato ben 13 posizioni!). Quando è arrivato al traguardo, non ha mai fatto peggio di sesto! Significa che è velocissimo, uno dei migliori in assoluto. La Francia gongola…

Lucas Pinheiro Braathen, 7,5: manca il podio per appena 3 centesimi. Può recriminare per aver approcciato il pianetto conclusivo con troppa prudenza. Il 13° crono complessivo nell’ultimo intermedio gli è costato caro.

Eirik Hystad Solberg, 7,5: ennesimo gioiello norvegese. Mai nei 10 prima di oggi, arriva un 5° posto che gli spiana nuovi orizzonti, anche in ottica di una possibile convocazione olimpica.

Tommaso Sala, 5: giornata storta. Non ha trovato le giuste sensazioni né con la pista né con la neve.

Matteo Canins, 6: strappa a 27 anni la prima qualificazione in carriera. Ci sta che nella seconda manche abbia badato solo ad arrivare al traguardo.

Alex Vinatzer, 5: non si vive di illusione. Potremmo raccontare di un miglior tempo assoluto al primo intermedio della prima frazione o di un atleta che stava dando la sensazione di poter sciare più forte di tutti. Eppure la cruda realtà racconta ben altro. Non si può giudicare uno sciatore da porzioni di manche. La discontinuità resta purtroppo una prerogativa della casa. Si tratta della seconda uscita stagionale dopo quella di Levi: pesa soprattutto perché allontana l’obiettivo della top15 nella WCSL di slalom. Adesso capiremo nelle prossime gare se Vinatzer abbia davvero svoltato o se sarà quello degli scorsi anni: riuscirà a metabolizzare l’inforcata odierna oppure entrerà in una spirale negativa come quelle a cui ci ha abituato in passato?