Tennis
Lorenzo Sonego: “Santopadre trasmette tranquillità. Spero Sinner diventi uno step sopra Alcaraz”
Lorenzo Sonego ha vissuto un 2025 sulle montagne russe, con un paio di acuti importanti negli Slam, ma allo stesso tempo con un rendimento non esaltante nei tornei meno prestigiosi del circuito ATP. Il trentenne piemontese, capace di raggiungere nel corso della passata stagione i quarti agli Australian Open e gli ottavi a Wimbledon, si presenta ai nastri di partenza del 2026 da numero 40 del ranking mondiale con l’obiettivo di replicare l’ottima tournée australiana di un anno fa e mettere nel mirino nei prossimi mesi un possibile ingresso in top20.
Che bilancio tracci della tua stagione e che voto daresti?
“Direi che il bilancio della stagione è positivo: per la prima volta in carriera ho raggiunto i quarti di finale in uno Slam, in Australia a inizio anno, e ho ottenuto un altro ottimo risultato a Wimbledon con gli ottavi. Sicuramente ci sono stati ancora tanti alti e bassi durante l’anno, quindi l’obiettivo per il 2026 è quello di trovare maggiore continuità, come sono riuscito a fare nel finale di stagione”.
Hai ottenuto i tuoi migliori risultati negli Slam: quarti a Melbourne, ottavi a Londra. Cosa scatta nella tua testa in quei contesti?
“Giocare gli Slam è diverso: l’atmosfera che si crea in questi grandi tornei è speciale, sia dentro che fuori dal campo, e ti permette di goderti davvero i giorni o le settimane che passi lì. Un altro fattore fondamentale è il formato tre su cinque, che ti dà sempre la possibilità di recuperare e di rimettere in piedi match complicati. Se riesci a essere solido e preparato, sia mentalmente che fisicamente, spesso puoi portare a casa partite che altrimenti sarebbero più difficili o complesse”.
E cosa è mancato invece nei tornei di minore prestigio?
“Credo io sia stato molto bravo a prepararmi al meglio per i tornei più importanti dell’anno come possono essere gli Slam o i Master 1000, anche se alcune settimane non sono andate come speravamo. Con così tanti tornei giocati non è facile essere sempre al top tutte le settimane, e nei tornei di minore prestigio a volte si lavora anche per i tornei successivi, ma questa costanza nei risultati è proprio quello su cui voglio concentrarmi quest’anno”.
Quali aspetti positivi ha portato nel tuo gioco la tua collaborazione con Fabio Colangelo, poi conclusa?
“Con Fabio diciamo che è stato un lavoro molto importante sia a livello umano, perché abbiamo iniziato a lavorare insieme in un momento non proprio positivo e mi ha fatto tornare la voglia di giocare a tennis e il piacere di stare in campo a lavorare, sia a livello tecnico; insieme credo che abbiamo fatto un bellissimo lavoro soprattutto dalla parte del rovescio, sull’essere più propositivo e aggressivo in avanti per prendere la rete più spesso”.
Qual è invece il tuo rapporto attuale con Vincenzo Santopadre e su quali aspetti vi state concentrando?
“Con Vincenzo ho sempre avuto un rapporto bellissimo anche prima che iniziassimo a lavorare, e ho sempre detto che sarebbe stato il mio sogno averlo nel team, e ora averlo allenatore mi dà sicuramente tanta carica. Al momento stiamo lavorando tanto su alcuni aspetti tecnici, come la risposta, il servizio e i colpi di inizio gioco. Lui è un grande lavoratore, ha tanta voglia di stare in campo quindi mi fa stare in campo parecchio, e poi a livello mentale è capace di trasmettere tanta tranquillità e apprezzamento per il lavoro, il che credo sia molto importante per essere competitivo al massimo”.
Hai vinto la tua seconda Coppa Davis, anche se non da assoluto protagonista come nel 2023. Puoi farci un confronto delle tue emozioni tra 2023 e 2025?
“Di sicuro la Coppa Davis del 2023 è la prima ed è stata quella più emozionante, poi sono stato sicuramente più decisivo quindi è quella che ha lasciato di più il marchio nel cuore. Quella di quest’anno è stata comunque molto molto bella, perché abbiamo condiviso momenti speciali insieme con i miei compagni e amici, essendo un gruppo molto legato e avendo giocato a casa in Italia, il che ha reso tutto molto più speciale”.
L’estate scorsa hai ottenuto risultati interessanti in doppio con Lorenzo Musetti: si tratta di una specialità che frequenterai sempre più spesso?
“Il doppio mi piace e diverte sempre tanto, soprattutto giocarlo con un amico come Lorenzo; siamo riusciti ad essere competitivi in alcuni tornei, quindi cercheremo di giocarlo qualche volta insieme anche quest’anno, anche perché credo che giocare il doppio durante l’anno possa migliorare alcuni aspetti importanti del mio tennis, come il gioco a rete, il servizio, come ci si muove sul campo, e la risposta, tutti aspetti molto utili per il tennis che voglio esprimere”.
L’assenza di Jannik Sinner e Lorenzo Musetti ha dato al gruppo di Coppa Davis una carica supplementare per dimostrare di poter vincere anche senza di loro?
“Sì, si può dire che è stato stimolante giocare senza i due giocatori più forti che abbiamo al momento, e sicuramente è stata una cosa positiva per noi italiani vincere anche senza di loro perché ci ha dato consapevolezza e dimostra quanto sia forte il movimento tennis in Italia oggi. Ovviamente sarebbe stato bello giocare insieme a loro perché sono parte fondamentale per la nostra squadra, e non averli ha reso la sfida più dura e impegnativa, ma averla vinta anche così è stato molto bello”.
Pensi che alla lunga, nella sfida tra Sinner e Alcaraz, uno possa diventare un po’ più forte dell’altro oppure saranno destinati a continuare a spartirsi le grandi vittorie?
“Penso che sia Jannik che Alcaraz saranno il futuro del tennis, oltre ad essere già il presente, e saranno quelli che domineranno per tanti anni. Jannik dà la sensazione di essere più continuo ed essendo molto amici gli auguro di poter diventare sempre più forte ed arrivare ad essere uno step sopra a Carlos”.
Quali traguardi vorresti raggiungere nel 2026?
“Nel 2026 l’obiettivo che mi sono posto è quello di entrare nella top20 per un nuovo best ranking, fare meglio nei Masters 1000 e la stagione sulla terra, siccome quest’anno non mi sono riuscito a levare le soddisfazioni che avrei voluto”.
