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Giulia Valleriani si sfoga sui social per la mancata convocazione per le Olimpiadi: “Non tutto chiede fretta”

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Giulia Valleriani
Giulia Valleriani / IPA Agency

Le convocazioni olimpiche continuano ad alimentare dibattito e malumori, dentro e fuori il circuito azzurro. Se nel settore maschile le scelte hanno già acceso confronti tecnici e polemiche, è soprattutto in campo femminile che la questione resta apertissima, anche alla luce di una quota più ampia a disposizione e di decisioni che hanno privilegiato la prospettiva futura rispetto ai risultati immediati.

La Federazione ha infatti scelto di puntare su Giada D’Antonio e Anna Trocker, giovanissime e considerate due dei talenti più puri del movimento, ma ancora prive di piazzamenti in Coppa del Mondo. Una scelta che richiama al precedente del 2018 di Alex Vinatzer e guarda chiaramente oltre Milano Cortina 2026, ma che inevitabilmente ha lasciato fuori atlete che, nel corso dell’inverno, avevano costruito credenziali concrete sul campo e più affidabili.

Tra queste, Giulia Valleriani è il nome che più di tutti rappresenta il volto della delusione. La classe 2004 laziale, protagonista di una stagione di netta crescita, ha affidato ai social il suo stato d’animo dopo l’esclusione, con parole che raccontano amarezza ma anche maturità: “Il vento può piegare il destino, ma non spezzarlo. Più avanti capirai, non tutto chiede fretta, tempo al tempo e tutto torna. Sempre“.

Parole che hanno colpito per lucidità e profondità, e che hanno raccolto numerosi messaggi di sostegno, soprattutto da parte delle compagne del team di Coppa Europa. I numeri, del resto, parlano chiaro. Valleriani ha centrato la prima vittoria in Coppa Europa, ha guidato a lungo la classifica di specialità in slalom e ha scelto di giocarsi le sue carte a Špindlerův Mlýn, rinunciando a Chamonix, dove Alice Pazzaglia ha poi vinto, proprio con l’obiettivo di inseguire un risultato che potesse regalarle la soddisfazione olimpica. In Coppa del Mondo, il suo 18° posto a Kranjska Gora resta il terzo miglior risultato azzurro stagionale tra le escluse, davanti a molte atlete rimaste fuori dalle convocazioni.

Ed è qui che il dibattito si fa inevitabile: con una quota femminile più ampia e uno spazio reale per schierare più pettorali almeno nella gara di Cortina del 18 febbraio, era davvero impossibile premiare chi aveva mostrato continuità e competitività nel circuito continentale?

La scelta federale è chiara e legittima, ma non priva di conseguenze: puntare tutto sul futuro significa accettare il rischio di lasciare indietro chi, nel presente, ha dimostrato di meritare una chance. E il caso Valleriani, per percorso, risultati e atteggiamento, è destinato a restare uno dei più emblematici di questo inverno azzurro. Il vento, come ha scritto lei stessa, può piegare il destino. Ma certe decisioni, inevitabilmente, continuano a far rumore.

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