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Federica Brignone spiega: “Meglio in velocità che in gigante per un motivo. Coppa del Mondo? Da vedere se sia fattibile”
Federica Brignone prosegue nel suo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, a nove mesi dal grave infortunio rimediato lo scorso aprile nel corso del gigante dei campionati italiani. La campionessa azzurra aveva riportato la frattura del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato del ginocchio: un trauma importante che l’ha costretta a un lungo e complesso recupero.
Domenica 4 gennaio è arrivato però un segnale incoraggiante: Brignone è tornata ad allenarsi in gruppo con le compagne della Nazionale in Val di Fassa. A raccontarlo anche uno scatto sorridente pubblicato sui social dall’account del CONI italiateam, accompagnato da un messaggio carico di fiducia: “Abbiate Fede! Nove mesi dopo l’infortunio, Brignone torna ad allenarsi in gruppo in Val di Fassa. In quel sorriso c’è già tutto. Bentornata Tigre“.
Nei giorni precedenti, la fuoriclasse valdostana era già tornata sugli sci tra Courmayeur e Valgrisenche, ritrovando pali e cronometro. In Trentino, invece, sono arrivati i primi veri test anche nelle discipline veloci.
“Sto bene e sinceramente le cose stanno andando come pensavo“, ha raccontato Brignone ai microfoni di Sky Sport. “In velocità va molto meglio rispetto al gigante, soprattutto per una questione di dolore“. Il rientro, però, è ancora fatto di piccoli passi: “Sto andando passo per passo. Ho fatto tre giorni di allenamento e ogni giorno è stato un po’ come ricominciare da capo”.
Ogni uscita rappresenta una novità: “Ho rimesso i piedi sul duro e affrontato dopo tanto tempo il superG e la discesa. Per me sono tutte prove, tutte tappe fondamentali“, ha sottolineato. Le sensazioni, però, sono positive, così come la fiducia: “Ho buone sensazioni e abbastanza fiducia, anche se chiaramente la sto ricostruendo. Giro dopo giro va meglio”. Un aspetto fondamentale è anche quello mentale: “Mi fa piacere vedere che magari inizio la giornata in un certo modo e la finisco con molta più fiducia. Devo far capire soprattutto alla mia testa che le cose possono funzionare. Sono stati nove mesi davvero impegnativi, durissimi: anche solo appoggiare il piede era complicato. Ora devo rieducare il mio corpo a sciare“.
Il lavoro fuori dalla pista resta centrale nel percorso di rientro: “Durante l’inverno continuiamo tantissimo con la preparazione fisica. In questo momento sto ancora ricostruendo il mio fisico. Mi sento bene e lavoro molte ore con il fisioterapista, anche in trasferta. Ho ottimi feedback e questo mi rende molto positiva“.
Inevitabile pensare a un possibile rientro in Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi, ma Brignone invita alla prudenza: “È ovvio che mi piacerebbe, ma dobbiamo capire bene come sto e se è fattibile. Allenarsi è un conto, gareggiare per performare è un altro. Ho bisogno di fare chilometri“. L’esperienza può aiutare: “Probabilmente reagisco meglio rispetto a dieci anni fa. Anche il mio corpo si sta comportando molto bene e in fretta, ma certi passaggi non sono scontati“.
Lo sguardo resta comunque rivolto ai Giochi, con un obiettivo chiaro: “In questo momento voglio solo stare bene, tornare a fare l’atleta e dare il massimo. È l’unica cosa che mi interessa davvero“.
