Pallanuoto
Europei 2026, Serbia e Ungheria faccia a faccia in una finale all’ultimo respiro
Siamo giunti al momento della verità. Due corazzate del panorama internazionale si trovano nuovamente faccia a faccia, a pochi giorni di distanza, nella sfida che assegna il titolo continentale. Nella finale degli Europei di Belgrado la Serbia, padrona di casa, affronta, fischio d’inizio previsto domani alle 20:30, l’Ungheria.
I serbi hanno guadagnato il diritto alla partita decisiva grazie al successo per 17-13 ottenuto nella seconda semifinale contro l’Italia. Uros Stevanovic vuole completare il percorso che punta a riportare i vincitori delle ultime tre edizioni delle Olimpiadi su quel tetto d’Europa conquistato per l’ultima volta nel 2018.
I balcanici contano su una squadra di assoluto valore che annovera nel suo roster fuoriclasse del calibro di Dusan Mandic e del capitano Nikola Jaksic. I delfini non limitano però la propria collezione di grandi giocatori ai due fuoriclasse e possono contare su numerosi elementi di assoluto spessore del panorama internazionale, una vera e propria corazzata che ha solo l’imbarazzo della scelta quando bisogna andare a finalizzare l’azione. Se alla qualità delle giocate individuali si aggiunge poi una prova maiuscola nel fondamentale della superiorità numerica come quella offerta in semifinale diventa difficile per qualsiasi avversario riuscire ad avere la meglio.
L’Ungheria, alla terza finale nelle ultime quattro edizioni, punta ad ottenere un successo che manca dall’edizione del 2020. Nella prima semifinale i magiari hanno piegato la Grecia 15-12 infliggendo il primo ko nel torneo agli ellenici. I magiari sono stati bravi ad imporre il proprio ritmo alla partita, hanno saputo limitare l’uomo più in forma della squadra avversaria, lo straripante universale Argyropoulos, e hanno capitalizzato con straordinaria efficacia il fondamentale dell’uomo in più mettendo a referto un clamoroso 8/9. Doveroso rilevare anche la prova maiuscola in fase realizzativa con oltre il 50% di realizzazione al tiro, dato ben testimoniato dal 15/29 di fine partita.
Quella allenata da Zsolt Varga è formazione completa che dispone di uno straordinario perimetro di tiratori capaci di trovare la via della rete da tutte le posizioni del semicerchio offensivo e capace di sfruttare la duttilità degli elementi a propria disposizione per portare ai due metri i giocatori avversari meno abituati alla fase di marcatura e gravarli così di falli. Importante ricordare come, in caso di arrivo a pari punti, la presenza di Soma Vogel, eccelso interprete delle sfide dai cinque metri, possa rivelarsi un fattore in caso di arrivo ai tiri di rigore. Le due contendenti si sono già affrontate lo scorso gennaio nel corso della seconda fase con il successo di misura della Serbia per 15-14.
La posta in palio ora sale in maniera esponenziale. Vedremo al termine di trentadue intensi minuti che preannunciano una gara agonisticamente vibrante e carica di tensione per l’importanza della posta in palio chi riuscirà ad avere la meglio e a festeggiare il titolo continentale.
