Tennis
Alex de Minaur ammette: “Alcaraz sta esprimendo un livello eccezionale, lui e Sinner fanno cose su cui io devo riflettere”
Niente da fare per Alex de Minaur. L’australiano, numero 6 del mondo e grande speranza del pubblico di Melbourne, si è fermato ancora una volta ai quarti di finale degli Australian Open, travolto dalla forza e dalla qualità di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, leader del ranking mondiale, si è imposto con il punteggio di 7-5 6-2 6-1 in 2 ore e 18 minuti, al termine di una partita che ha mostrato chiaramente il divario emerso dopo un primo set combattuto.
Nel parziale iniziale de Minaur ha lottato con coraggio, riuscendo per due volte a recuperare un break di svantaggio e restando agganciato al match fino agli ultimi game. Dal secondo set in poi, però, la partita ha preso una direzione ben precisa: Alcaraz ha alzato ulteriormente il livello, mentre l’australiano non è riuscito a mantenere la stessa efficacia, finendo progressivamente schiacciato dalla potenza e dalla varietà del gioco dello spagnolo.
Al termine dell’incontro, de Minaur non ha nascosto delusione e amarezza nella conferenza stampa, analizzando con grande lucidità il proprio torneo e, soprattutto, i limiti emersi contro i migliori al mondo. Alla prima domanda, dedicata al bilancio complessivo del torneo, l’australiano ha provato a guardare anche agli aspetti positivi, senza però nascondere il rammarico per la prestazione della serata: “Ovviamente sono orgoglioso di aver raggiunto un’altra volta i quarti di finale qui, per il secondo anno consecutivo. Non è stato facile. Chiaramente avrei voluto riuscire a dare qualcosa in più in campo stasera, ma sì, nel complesso sono un po’ deluso dalla prestazione“.
Un sentimento che torna quando gli viene chiesto come ci si senta a percepire grandi miglioramenti nel proprio gioco senza vederli riflessi nel punteggio di una partita così importante: “Beh, non è una sensazione piacevole, glielo assicuro. Cerchi di fare le cose giuste, cerchi di continuare a migliorare, ma quando i risultati non arrivano o il punteggio non rispecchia quei progressi, allora ovviamente ti senti piuttosto abbattuto“.
De Minaur, però, individua anche segnali incoraggianti, soprattutto sul piano mentale e del coraggio nei momenti chiave, come nel primo set. E lo spiega con grande onestà: “Sì. Voglio dire, qualcosa devo pur portarmi via, no? Altrimenti…Certo, dal punto di vista mentale o dell’impegno con cui ho colpito la palla oggi, è esattamente quello che mi ero prefissato di fare. Il problema è che non sono riuscito a eseguirlo come avrei voluto. Non sono riuscito a farlo per tutta la durata del match“.
Il nodo centrale, secondo l’aussie, è la continuità a un livello di gioco più aggressivo, ancora fuori dalla sua zona di comfort: “Ci sono stati alcuni aspetti positivi, ma nel complesso sto giocando fuori dalla mia zona di comfort e, a tratti, persino oltre i miei limiti abituali. Per fare il passo successivo, devo riuscire a sentirmi a mio agio giocando in questo modo per l’intera partita: è questo che serve per salire di livello, soprattutto contro giocatori di questo tipo“.
Alla domanda su come si possa arrivare a sentirsi davvero a proprio agio in quello scenario, la risposta è pragmatica e molto tecnica: “Continuando ad allenarsi, continuando a lavorarci sopra, continuando ad arrivare più spesso a impegnarsi e a giocare a quel livello. Poi, sì, ci sono alcuni aggiustamenti da fare qua e là che mi permetteranno di aumentare la velocità della palla, perché al momento i miei colpi da fondo naturali sono piuttosto piatti e per me non è semplice“.
Il confronto con giocatori come Alcaraz e Jannik Sinner è inevitabile: “C’è molto rischio nel giocare a velocità di palla molto elevate e credo che, in questo caso, giocatori come Jannik o Carlos abbiano talmente tante rotazioni sulla palla da poter non solo giocare più forte, ma anche mantenere la continuità, perché lo spin li aiuta a far rientrare la palla e a creare angoli diversi. Ci sono cose su cui devo riflettere e lavorare, ma sì, la situazione è questa“.
Nonostante le difficoltà, la convinzione di poter fare il salto resta intatta: “Beh, ci si rialza, no? È questo il punto. Posso guardarla in due modi diversi. Posso pensare che, agli Australian Open, ho perso contro Rafa, Novak, Jannik due volte e ora Carlos. Non sto perdendo molte partite contro giocatori contro cui, forse, non dovrei perdere. Bisogna continuare ad andare avanti, è l’unica strada. Per quanto sia dura quando arrivano risultati come questo, ti rialzi, risali in sella e si riparte“.
L’analisi più lucida e forse più dura riguarda il livello espresso da Carlitos: “Sì, a dire il vero, quando l’ho affrontato nell’esibizione prima del torneo ho pensato che il suo livello fosse spaventosamente alto. Stasera è stato molto simile. Specialmente nelle condizioni serali, è così potente: riesce a generare una forza enorme e i suoi errori non forzati quasi scompaiono“. De Minaur spiega come le condizioni abbiano amplificato il divario: “In passato, quando le condizioni erano un po’ più rapide e la palla scivolava di più, riuscivo a ottenere qualche vantaggio con i miei colpi piatti da fondo, soprattutto sul lato del rovescio. Oggi, invece, il margine di guadagno è stato minimo“.
E conclude con una fotografia netta della partita e dello stato di forma dello spagnolo: “Lo scambio parte, probabilmente sto colpendo la palla più forte di quanto abbia fatto in passato in partite di questo tipo, ma non riesco comunque a sfondarlo. Lui, invece, ha la capacità di accelerare quando vuole. Se lasci una palla corta, il punto è finito. Sta giocando a un livello davvero altissimo. Sarà molto interessante vedere come andrà avanti il resto del torneo. Penso davvero che stia esprimendo un livello eccezionale. D’altronde, è numero uno del mondo per un motivo“.
