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Pattinaggio artistico, l’Italia può lottare per le medaglie a Milano-Cortina 2026. Gli azzurri su cui puntare e la chance della prova a squadre

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Nikolaj Memola
Memola/IPA Sport

A metà quadriennio è tempo di tirare le somme. Prosegue il percorso di avvicinamento verso le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, rassegna a cinque cerchi in cui l‘Italia del pattinaggio artistico potrebbe essere in grado di scrivere delle pagine di storia importanti.

È chiaro tuttavia che tanto, se non tantissimo, dipenderà dalla partecipazione effettiva della Russia e dai numeri su cui potrà contare. Se la Nazione, al momento tagliata fuori, si presenterà come si crede a mezzo servizio e senza la possibilità di prendere parte alle prove a squadre, si potrebbero aprire scenari interessanti. Con una Russia a pieno regime invece le speranze si ridurrebbero non di poco.

Inutile girarci intorno: il sogno si chiama Team Event. L’Italia, se viene meno la Russia, può giocarsela ad armi pari per il terzo posto con il Canada e con la Georgia, Paese in netta crescita che rischia di diventare la vera mina vagante di questi anni. La nostra squadra al momento sta soffrendo in campo femminile, ma ci sono altre due stagioni per dare un’accelerata a quella renaissance già vista ai Campionati Italiani e portata avanti da Sarina Joos che, in questo primo anno con la maglia azzurra, ha fatto vedere buone cose.

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L’osservata speciale sarà tuttavia anche a un’altra talentuosissima atleta: Anna Pezzetta. Personalità già molto chiacchierata a livello Mondiale grazie la sua elevazione prodigiosa nei salti (triplo lutz in primis) e alla sua competitività nel reparto tecnico. L’allieva di Alisa Mikonsaari ed Angelina Turenko presenta ancora dei problemi di rendimento, ma sulla carta si può rivelare una pedina spartiacque per una medaglia al team event.

In campo maschile abbiamo l’imbarazzo della scelta: con il il forfait di Daniel Grassl (fuori quest’anno per autosospensione in attesa di giudizio sullo spinoso caso legato al doping) e Matteo Rizzo, la rassegna iridata di Montrèal ha fatto sbocciare definitivamente Nikolaj Memola, addirittura sesto nel segmento più corto con uno score sopra i 90 punti, punteggio raggiunto in passato soltanto dai due azzurri appena citati. La varietà tecnica di Gabriele Frangipani, che nel frattempo potrebbe anche aggiungere un altro quadruplo in faretra, e la potenzialità della new entry Corey Circelli pongono il movimento maschile in una posizione di lusso, con ben cinque pattinatori competitivi e credibili.

Discorso speculare per le coppie d’artistico, dove Sara Conti-Niccolò Macii, Lucrezia Beccari-Matteo Guarise e Rebecca Ghilardi-Filippo Ambrosini hanno già dimostrato di saper battagliare con i migliori binomi migliori del mondo, in una serie di gare dove la costanza di rendimento si è rilevata la chiave più importante. Per tutti e tre i team l’obiettivo sarà quello di gravitare sempre, in ogni contesto, al di sopra dei 205 punti, con la speranza di raggiungere il picco proprio nelle competizioni che contano. In questo caso, senza la Russia, si concretizzerebbero anche delle speranze per la gara di specialità, impossibili invece con la partecipazione di atleti che ormai puntano ai 240 in ogni occasione.

Sicurezza è invece la parola chiave per descrivere Charlène Guignard-Marco Fabbri, i quali viaggiano verso Milano Cortina 2026 per coronare un vero e proprio sogno: raggiungere un ambito podio che sarebbe la ciliegina sulla torta di una carriera trionfale. Il rebus è chiaramente legato all’età: i nostri fuoriclasse infatti dovranno fare i conti con la stanchezza di chi si accinge a disputare la quarta olimpiade (Sochi 2014, Pyeongchang 2018, Pechino 2022 e Milano Cortina 20226) e con i possibili insediamenti da parte di coppie più giovani, come i britannici Lilah Fear-Lewis Gibson e i “nuovi” canadesi Marjoie Lajoie-Zachary Lagha, probabilmente unici due team con la forza, anche extrasportiva, di poter sparigliare le carte. Ma all’orizzonte potrebbe inoltre avvicinarsi anche una coppia italiana che in futuro farà il proprio debutto anche nella massima categoria: Noemi Tali-Noah Lafornara, due pattinatori molto bravi e in grado di poter essere protagonisti di quel ricambio generazionale che al momento sembra traballare. Vedremo.