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Nuoto, promossi e rimandati fra gli azzurri nel “Mondiale di passaggio” a Doha

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Simona Quadarella
Quadarella/Lapresse

Il Mondiale più strano della storia ha chiuso i battenti all’Aspire Dome di Doha e l’Italia torna dal Qatar con in tasca un risultato complessivo di alto spessore, visto che è il migliore di sempre a livello di medaglie in una competizione iridata. Bisogna ovviamente contestualizzare il tutto, gli italiani c’erano, alcuni non al meglio della condizione, ma c’erano, e molti altri hanno deciso di non essere al via in questa competizione. Non tutte le medaglie azzurre sarebbero scomparse con la presenza al completo delle grandi star del nuoto mondiale ma sicuramente il bottino si sarebbe ridotto, non si sa di quanto, perché l’Italia, nell’ipotetico Mondiale al completo, avrebbe gettato nella mischia anche Thomas Ceccon.

E’ il Mondiale che tira la volata ai Giochi Olimpici, che è servito per qualificare a Parigi tutte le staffette italiane (a Tokyo mancavano 4×100 e 4×200 femminili), che è servito per conoscere qualche atleta di prospettiva, per aumentare autostima e fiducia a chi ne aveva bisogno ma è un Mondiale, quello di Doha, non tutto rose e fiori, con diverse prestazioni al di sotto delle aspettative.

PROMOSSI. La lista è lunga, a partire dai tre atleti pluri-medagliati a livello individuale di questa manifestazione. Simona Quadarella su tutte: è vero, mancava Katie Ledecky, che avrebbe vinto entrambe le gare, ma le occasioni bisogna saperle prendere e ogni tanto le regine dovranno pur risposare e lasciare posto ad altre… regine. La regina stavolta è la mezzofondista romana che regala due perle assolute. Per tutti questo sarà da ora in poi “il Mondiale di Simona Quadarella”.

Alberto Razzetti è diventato uno dei nuovi riferimenti del nuoto azzurro. Da novembre a febbraio si è proprio notata la crescita dell’atleta ligure che si allena a Livorno e gli allori di Doha non sono arrivati a caso in un contesto tutt’altro che semplice.

Nicolò Martinenghi ha fallito il bis d’oro ma si è ritrovato completamente dopo un 2023 da dimenticare per tanti motivi. Gli è mancata solo la vittoria ma è sempre lì con i migliori e a Doha dei migliori ne mancava solo uno, il cinese Qin, che punta a vincere tutto quello che si può a Parigi.

Tra i promossi c’è sicuramente anche Alessandro Miressi che per la prima volta è riuscito a salire sul podio dei 100 stile libero, la sua gara di riferimento e ha messo paura al nuovo padrone della specialità, il cinese Pan Zhanle. Un Mondiale da ricordare più per le medaglie che per le prestazioni per Miressi, già qualificato per Parigi, che era troppo in forma a novembre per essere al meglio a febbraio.

Tra i medagliati da ricordare anche Manuel Frigo che è salito per l’ennesima volta sul podio della 4×100 stile e ha strappato il pass (forse individuale, sicuramente da staffettista) per Parigi, Paolo Conte Bonin, decisivo nell’argento della staffetta veloce e Lorenzo Zazzeri, che ha conquistato l’ennesima medaglia con la staffetta e poi, pur non al meglio fisicamente (malanni di stagione con forte raucedine) ha strappato il pass per Parigi sia per i 50 stile, sia per la 4×100.

Sono piaciute anche le ragazze della 4×100 stile donne, che hanno staccato il biglietto per Parigi facendo sperare addirittura di poter lottare per la medaglia. Chiara Tarantino, pur fra alti e bassi, Sofia Morini, Costanza Cocconcelli, brava anche nei 50 dorso e nella frazione a farfalla della 4×100 mista, ed Emma Virginia Menicucci escono da Doha con il sorriso sulle labbra e l’Italia sembra aver ritrovato un settore perso da tempo e che potrebbe sorridere ancora di più in futuro con l’innesto di qualche giovane, da Sara Curtis in poi, molto promettente.

Sorrisi che non mancheranno anche per buona parte dei componenti della 4×200 stile libero maschile: Filippo Megli, ritrovato su ottimi livelli nelle due frazioni nuotate e pronto per l’ennesima avventura olimpica, Stefano Di Cola, utilizzato solo in finale ma sempre utile in staffetta e soprattutto Alessandro Ragaini, protagonista di un esordio col botto in staffetta. E’ uno dei grandi talenti in prospettiva del nuoto italiano e ha subito mostrato di che pasta è fatto. Applaudiamo ed aspettiamolo.

Tra chi può essere soddisfatto della sua presenza a Doha anche Simone Cerasuolo, sesto nei 50 rana, risultato ottenuto in piena preparazione dei 100 di Riccione che qualificano per Parigi, Luca De Tullio, finalista degli 800 stile libero e mezzofondista più in crescita del panorama azzurro, Michele Lamberti, protagonista con la staffetta 4×100 mista e finalista mondiale dei 50 dorso, Gianmarco Sansone, che ha affrontato il Mondiale con l’entusiasmo del bambino al luna park e questo entusiasmo lo ha aiutato a ottenere risultati incoraggianti anche se l’elite mondiale è ancora un po’ lontana. L’Italia lo aspetta per costruire una 4×100 mista di altissimo livello.

RIMANDATI. Benedetta Pilato e i 100 rana: una storia non sempre felice. Stavolta addirittura manca l’accesso in finale, quando fino a novembre aveva nuotato tempi da medaglia d’oro. Non è questo il momento della solidità e della continuità. Arriverà. Per restare nella rana Anita Bottazzo: lontana dagli standard dallo scorso anno ma anche lei tenterà l’avventura nei 100 a Riccione ed inevitabilmente qualcosa perde nella gara più veloce. La semifinale era l’obiettivo minimo, centrato. Sara Franceschi ha ricevuto in dono dalle rivali l’accesso in una finale mondiale che non è mai banale da ottenere. La condizione è lontana e difficilmente arriverà per Riccione. Si giocherà tutto al Sette Colli, anche se convivere col dolore per altri sei mesi rende tutto molto difficile.

Matteo Ciampi ha alternato prove lontane dai suoi standard e prestazioni di qualità, soprattutto in staffetta. Difficilmente lo troveremo a giocarsi una medaglia in questi appuntamenti però questa esperienza non deve affossarlo perché le qualità ci sono. Leonardo Deplano ha un piede e tre quarti a Parigi. Un centesimo gli toglie la qualificazione diretta ma 21”81 è un signor crono fatto in questi tempi e, con qualche respirazione in meno, si può ancora migliorare.

Gregorio Paltrinieri, con l’età che avanza, si è messo a fare il ragioniere in batteria e non sempre ai ragionieri i conti tornano perfettamente: l’uscita di scena nella finale dei 1500 ha un po’ rovinato un Mondiale che non era stato straordinario ma poteva funzionare da lancio perfetto per l’operazione Parigi. Così lascia una scia di rabbia e incertezza che potrebbe non fare bene ma potrebbe anche spingere un campione come Greg a dare ancora quel qualcosa in più decisivo per vincere le medaglie. Ludovico Viberti ha ben figurato nella gara individuale e si è ben comportato nella staffetta mista. Da rivedere anche Francesca Pasquino, che ha fallito l’accesso in semifinale nei 100 dorso ma poi si è ben comportata nelle frazioni della staffetta mista, contribuendo all’ingresso in finale e alla qualificazione per Parigi

Nei rimandati c’è una categoria che non abbiamo voluto bocciare ma che ha sicuramente fatto meno di quello che ci si potesse aspettare. Tra loro spicca Federico Burdisso che, anche con l’approdo a Roma alla corte di Fabrizio Antonelli, fatica a ritrovarsi sui livelli che gli hanno regalato grandi soddisfazioni a tutti i livelli. I 200 farfalla sembravano gara disegnata apposta per rivederlo in finale, ma che non è arrivata e anche in staffetta non si è visto quel miglioramento sulla velocità che, lui per primo, si attendeva. C’è Arianna Castiglioni che puntava al tempo per Parigi e non ci è andata nemmeno vicina, fallendo una grande occasione e ora costretta alla gara di gruppo, e che gruppo, a Riccione per conquistarsi la chiamata olimpica.

Tra i più esperti c’è Lorenzo Mora: campione del mondo in vasca corta a dicembre, nemmeno qualificato per le semifinali dei 200 dorso a febbraio con un tempo lontanissimo dai suoi standard della vasca lunga che, si sa, non gli è amica. Da rivedere un po’ tutto in prospettiva qualificazione olimpica e soprattutto da capire perché ogni tanto la luce si spegne in questo modo. Anche Francesca Fangio prepara al meglio quella che poteva essere una ciliegina sulla torta di una carriera più che onorevole, la finale iridata e poi manca completamente il bersaglio quando sembra non ci siano più ostacoli. Finale e tempo limite per Parigi tanto, troppo lontani per i suoi standard.

Male, anzi malissimo, Marco De Tullio. I tempi della finale mondiale al debutto e del quinto posto nei 400 stile a Gwangju sono lontanissimi, così come sono lontanissimi i suoi standard prestativi. Non gli mancano intelligenza e spirito critico di cui fa sfoggio dopo le sue gare. O si cambia in fretta o si sta a casa a guardare Parigi: più chiaro di così.

Giulia D’Innocenzo era attesa al suo primo grande evento internazionale in azzurro. Da promessa a realtà a livello giovanile, un percorso più lungo di tante altre fra i grandi, si è conquistata la grande occasione e alla fine non è riuscita a rendere come sperava, da rivedere come Sonia Laquintana, poco incisiva nella farfalla e Giulia Ramatelli, protagonista di un 200 lontano da quello delle migliori.