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MotoGP, Ducati resta il punto di riferimento dopo i Test di Lusail. Aprilia prima alternativa, ancora distanti Honda e Yamaha

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Francesco Bagnaia
Bagnaia / MotoGP.com Press

Anche l’ultima finestra di test ufficiali è ormai andata in archivio per la MotoGP in vista del Mondiale 2024, che scatterà nel weekend 8-10 marzo in Qatar con il primo round della nuova stagione. La due-giorni di Lusail ha fornito alcune indicazioni interessanti sui possibili valori in campo del campionato e soprattutto del primo GP, che si svolgerà sulla stessa pista.

Ducati, dopo aver impressionato positivamente a Sepang, ha trovato delle conferme importanti anche sul tracciato mediorientale occupando in massa la top10 della classifica e facendo la differenza proprio con le GP24. I piloti ufficiali della casa di Borgo Panigale, il campione iridato in carica Francesco Bagnaia ed Enea Bastianini, hanno infatti dominato la scena sul giro secco chiudendo davanti a tutti con buon margine la doppia sessione di collaudi.

Bagnaia, in particolare, ha piazzato un time-attack da urlo diventando il primo di sempre ad abbattere la barriera dell’1’51” a Lusail con un crono più veloce di otto decimi rispetto al record ufficiale del circuito stabilito da Luca Marini pochi mesi fa per la pole position. Pecco ha sfoderato anche un ottimo passo con gomme usate, dimostrandosi prontissimo per il via del Mondiale grazie al feeling sbocciato fin da subito con la nuova Rossa.

Bilancio positivo per un redivivo Bastianini, leggermente inferiore al compagno di squadra ma davanti al resto del gruppo almeno nella simulazione di qualifica, mentre Jorge Martin ha evidenziato a sprazzi un gran potenziale con la GP24 del team Pramac non riuscendo solamente a mettere assieme un giro perfetto con gomme soft nuove. Le Ducati di “vecchia generazione” sembrano un gradino sotto a livello di performance, anche se Marc Marquez ha alzato l’asticella nel finale della seconda giornata di test in Qatar avvicinandosi al limite sul giro secco e battendo tutte le altre GP23 della griglia (tra cui Bezzecchi e Di Giannantonio).

Al momento la principale alternativa alla corazzata emiliana è probabilmente rappresentata da Aprilia, ancora dominante come l’anno scorso con poco grip e comunque molto competitiva anche in condizioni più standard a livello di aderenza dell’asfalto almeno in Qatar. Aleix Espargarò ha destato davvero una bella impressione sul giro singolo e forse ancor di più sulla lunga distanza, inserendosi tra le GP24 e le GP23, ma va sottolineato anche il grande passo avanti prestazionale di Raul Fernandez (vicino al catalano e praticamente alla pari con l’altro “ufficiale” Maverick Viñales) in sella ad una RS-GP23 aggiornata.

Non è arrivata la svolta sperata almeno apparentemente in casa KTM, che si affida nuovamente al talento di Brad Binder in attesa della maturazione ed esplosione del fenomenale rookie Pedro Acosta (che ha fatto vedere sin da subito delle cose molto interessanti per un debuttante così giovane), senza però riuscire davvero a colmare il gap tecnico nei confronti della pattuglia Ducati. Ancor più distanti Yamaha e Honda, in difficoltà soprattutto nel time-attack nonostante le concessioni extra e le varie novità introdotte quest’inverno sulle nuove moto.