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Australian Open, Andrey Rublev vince la maratona con De Minaur e sfiderà Sinner ai quarti

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Andrey Rublev

Sarà Andrey Rublev l’avversario di Jannik Sinner ai quarti di finale degli Australian Open. In quel settore di tabellone, il pronostico è stato rispettato: il russo ha ragione di Alex De Minaur in una maratona durata quattro ore e un quarto, con il punteggio di 6-4 6-7 6-7 6-3 6-0. Sfida che non ha avuto un vero padrone per quattro set, fino a che l’australiano non è crollato fisicamente nel finale. Il russo raggiunge per la decima volta in carriera i quarti di finale Slam e proverà a superare Jannik, con cui ha vinto solo per ritiro per l’azzurro.

La partita lascia intuire sin dai primi istanti che non sarà di facile risoluzione. c’è un po’ di vento, De Minaur ha subito due palle break e Rublev, dopo aver fatto… il Rublev arrabbiandosi contro divinità sconosciute ai più, le annulla. Proprio il russo a provocare il primo strappo alla partita nel quarto gioco con le sue progressioni di dritto, ma si ritrova a dover rifare tutto daccapo quando il numero 10 al mondo gioca un game in risposta perfetto con il controbreak a zero. De Minaur sembra gestire, ma si mette in difficoltà da solo nel decimo gioco: prima si salva, ma poi il peso del match lo appesantisce, doppio fallo e set Rublev. 

Ma la sfida non si stabilizza, vivendo un momento di mareggiata soprattutto nella fase centrale del secondo set, dove si concedono palle break a profusione. Prima De Minaur spreca tre palle break nel quinto gioco, poi è costretto a doversi salvare lui dopo tre errori in fila e poi vede svanire altre due chance di passare avanti dopo un altro sfogo di Rublev. L’ultimo sussulto prima del tiebreak è un  dritto a sventaglio del russo che, se rimasto in campo, gli avrebbe dato due palle per il secondo set, ma la pallina finisce in corridoio.

Il game decisivo è la sublimazione della frazione, con tanti capovolgimenti di fronte: Rublev è il primo a prendersi il minibreak, ma poi De Minaur lo riprende arrivando su una pallina destinata a morire nel suo campo e aggirando la rete. Il rovescio largo del russo fa mettere la freccia al numero 10 al mondo, che spreca il primo set point colpendo male la palla. Ma sul servizio dell’avversario l’australiano è perfetto, si gira sul set pari.

E l’aver perso la frazione influisce sul labile morale di Rublev, che parte come peggio non si potrebbe. Parziale di otto punti ad uno per De Minaur in apertura e l’australiano vola via sul 3-0, giocando in maniera autorevole. Una vescica al piede trattata con il medical time out non sembra influire, fino al nono gioco dove i suoi movimenti si rallentano, non sfrutta un set point e si ritrova a dover inseguire. Rublev è bravissimo ad annullare un’altra palla per il terzo set con un rovescio che pizzica a malapena la riga ed è dunque un altro tiebreak, di nuovo folle: minibreak da una parte e dall’altra in avvio, poi l’australiano si prende il vantaggio decisivo grazie a una volée a rete che rimbalza due volte sul nastro e finisce sul campo di Rublev, che si inalbera per l’ennesima volta: alla fine il quarto tentativo è buono per De Minaur, che si prende il terzo set con un rovescio di controbalzo che muore all’incrocio delle righe.

Ma è una partita senza padrone, lo dimostra il quarto set. Il russo sembrava più in debito d’ossigeno e invece compie un vero e proprio colpo di coda in apertura, spingendo in maniera aggressiva, si porta sul 3-0. Le emozioni non sono finite, il roller coaster continua: break in favore del padrone di casa, che però nel gioco successivo si lascia sopraffare nuovamente da Rublev. De Minaur avrebbe anche l’occasione per rimettere in piedi la frazione con una palla break, ma l’australiano strozza la risposta e si deve arrendere sul 6-3. 

Chi si aspetta un quinto set lottato rimane deluso. Il numero 10 al mondo però sembra non averne più, con i suoi movimenti che appaiono sempre più lenti: parziale di otto punti a zero per Rublev ed arriva immediato il break in apertura di quinto set, con il margine che raddoppia nel gioco successivo ed il punto del 3-0 salutato con un urlo ed una linguaccia del russo. De Minaur è scoppiato, ci mette l’orgoglio nel finale per evitare il bagel, ma alla fine deve alzare bandiera bianca.

La difesa di Rublev è stata encomiabile: il numero 5 del tabellone cancella tredici delle sedici palle break concesse, andando sopra al peggior rendimento tra vincenti ed errori non forzati, 39-64 contro il 42-50 di De Minaur. Che per oltre tre ore ce l’ha messa tutta, arrendendosi più per un crollo fisico che per motivi tecnici.

Foto: LaPresse