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L’ITIA sul caso Djokovic: “I giocatori possono scegliere la tempistica del controllo”

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Novak Djokovic

Tiene banco il caso Novak Djokovic in Coppa Davis. Sembrava essere tutto passato in secondo piano, con la competizione a prendere il sopravvento, ma adesso che la stagione tennistica è terminata si è tornati a parlare del controllo antidoping rimandato dal serbo che si è lamentato di un ispettore arrivato da lui addirittura prima della partita con il britannico Cameron Norrie.

A mal giudicare il fatto un esponente del ciclismo su strada, sport tanto bistrattato per la questione doping, il transalpino Marc Madiot, che addirittura ha richiesto la squalifica per il serbo.

In risposta è arrivata la spiegazione da parte dell’ITIA, l’International Tennis Integrity Agency. Nel tennis è molto diversa la questione antidoping rispetto al ciclismo: dopo la notifica del controllo, esso può essere svolto se si sta disputando un torneo, entro 60 minuti dalla fine dell’ultimo match, che si allungano a 120 se la partita è la finale del torneo.

E l’aggiunta in una nota: “Una volta ricevuta la notifica i giocatori possono scegliere la tempistica del controllo, alcuni preferiscono farlo prima così sono più liberi dopo la partita ed evitano di restare sul posto troppo a lungo, altri successivamente”.

Foto: Lapresse