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America’s Cup, Luna Rossa competitiva a Jeddah con al timone Tita e Gradoni: segnali incoraggianti verso il 2024

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La prima volta dell’America’s Cup nel Mar Rosso si è rivelata estremamente spettacolare, con tre giorni di regate in condizioni meteo sempre diverse in quel di Jeddah che hanno messo a dura prova i sei equipaggi protagonisti con gli AC40 (classe monotipo, barche tutte uguali per i vari team) in occasione del secondo atto delle Preliminary Regatta verso la 37ma Coppa America.

Luna Rossa, dopo il deludente quarto posto di Vilanova, ha saputo alzare l’asticella nelle acque saudite aggiudicandosi tre regate di flotta su otto e qualificandosi in scioltezza per il Match Race finale in seconda posizione. La nuova coppia di timonieri scelta dallo skipper Max Sirena, formata da Ruggero Tita e Marco Gradoni, è stata in grado di sostituire alla grande il duo “titolare” composto da Francesco Bruni e James Spithill.

Tita-Gradoni, con il supporto a bordo dei trimmer Vittorio Bissaro e Umberto Molineris, hanno poi perso la sfida decisiva con il defender Emirates Team New Zealand dopo aver messo sotto pressione Peter Burling e compagni fino all’ultimo lato di bolina. L’equipaggio azzurro, nell’ultima giornata, aveva purtroppo dovuto fare i conti con alcuni problemi di surriscaldamento a bordo che rendevano la barca meno reattiva ad alcuni comandi.

VIDEO Luna Rossa: la prua finisce in mare, acqua sulla barca e ritiro in America’s Cup

Nonostante il ritiro in Finale (in seguito ad una violenta spanciata dopo una virata alla boa di bolina), c’è sicuramente grande soddisfazione all’interno del sodalizio italiano per quanto visto a Jeddah considerando il minor tempo trascorso sull’AC40 rispetto ai competitor. La priorità per Luna Rossa resta infatti lo sviluppo dell’AC75 che prenderà parte alle ultime regate preliminari di Barcellona ad agosto 2024 e soprattutto successivamente alla Louis Vuitton Cup che designerà lo sfidante di New Zealand nella 37maAmerica’s Cup.

Foto: America’s Cup