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Formula 1

F1, Max Verstappen e la sudditanza psicologica dei rivali. Norris: “Non dobbiamo lottare con lui”

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Max Verstappen e Lando Norris

Nel gergo della F1 moderna il concetto che sta sempre più prendendo piede è il seguente: “Non si fa la gara su Max Verstappen“. Per la superiorità emersa nel corso della stagione di F1 dal pacchetto “Red Bull+Max”, si è creata una situazione secondo lo quale i piloti avversari, invece che gettare il cuore oltre l’ostacolo per approfittare della situazione, non spicchino per spirito combattivo.

L’ultimo caso è quello del via della Sprint Race del GP del Brasile, terzultimo appuntamento del Mondiale 2023. Ebbene, in pole-position c’era Lando Norris, bruciato allo start da un Verstappen sempre deciso, con il terzo titolo mondiale già in cassaforte. A colpire oltre alla determinazione di Max, è stata anche l’arrendevolezza di Norris. Una sensazione che ha lasciato spazio anche a qualcosa di più concreto.

Le parole dello stesso Lando, giunto secondo al termine della Sprint, sono un po’ emblematiche: “Al di là di Max, non c’è nessuno al nostro livello, quindi non sono preoccupato per domani. Delle due la gara di oggi mi ha incoraggiato molto. Ma noi non siamo in lotta con Max, non dobbiamo combattere con uno dei piloti e una delle vetture migliori della storia. Anzi, oggi non mi aspettavo di essere così forte, per cui è stata una sorpresa positiva per noi“.

Rinunciare quindi alla lotta? Chissà uno come Ayrton Senna come avrebbe reagito a questi concetti sviluppati dal simpatico e veloce britannico? La domanda è retorica e l’impressione è che oltre alla forza tecnica dell’olandese, sia anche e soprattutto la forza mentale a farsi largo e a battere i rivali prima ancora di calarsi nell’abitacolo.

Foto: LaPresse