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Rugby

Rugby, ai Mondiali scoppia il problema arbitri. Dalle Fiji alla Francia, esplodono le polemiche

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Mathieu Raynal

Si sono conclusi i quarti di finale della Rugby World Cup 2023 e ad accedere alle semifinali sono state Argentina, Nuova Zelanda, Inghilterra e Sudafrica. E se sabato non ha scatenato troppe polemiche il mediocre arbitraggio di Karl Dickson in Galles-Argentina, con l’incredibile spettacolo di Irlanda-All Blacks a riempire le prime pagine, domenica a tenere banco sono stati anche, se non soprattutto, gli errori arbitrali.

Tante le chiamate a dir poco dubbie di Mathieu Raynal in Inghilterra-Fiji. Dallo sgabello fatto da Tom Curry che doveva venir sanzionato almeno con un cartellino giallo e che, invece, è valso solo un fallo per le Fiji, all’in avanti volontario di Owen Farrell, anch’esso sanzionato solo con una punizione, passando per le troppe volte che lo stesso Farrell protestava con il fischietto francese senza venir sanzionato. Finendo, poi, con i ripetuti falli di Maro Itoje nell’azione che ha chiuso il match, impedendo ai figiani di trovare la meta della vittoria.

“Avete visto la partita, potete rispondere da soli alla domanda se noi siamo stati sfavoriti” ha dichiarato il capitano Waisea Nayacalevu a fine partita, dopo che lo stesso giocatore aveva inveito contro Raynar al fischio finale. “Avevamo già formato una ruck e poi Itoje è entrato e ha afferrato la palla. Era fallo. Ed è successo almeno tre volte in partita”.

Rabbia anche in casa francese per alcune scelte del neozelandese Ben O’Keeffe durante il match perso con il Sudafrica. Dubbi fin dalle prime fasi, con un in avanti volontario di Eben Etzebeth letto come un tocco all’indietro dal fischietto, fino alle battute finali, come ha sottolineato Antoine Dupont a fine gara. “Ora c’è tanta delusione e frustrazione, ma credo che alcune cose ovvie non sono state fischiate nella maniera corretta. Nei momenti cruciali del finale di gara ritengo che ci siano state diverse situazioni dove avrebbe potuto arrivare un calcio di punizione a nostro favore, soprattutto per i rallentamenti in ruck. Non sono sicuro che l’arbitraggio sia stato all’altezza della partita” le sue parole.

Insomma, una domenica a dir poco convincente da parte degli arbitri. Decisivi? Forse no, ma sicuramente World Rugby si deve fare un esame di coscienza. Perché al di là degli errori evidenti o no del weekend, quello che è evidente è come certe situazioni vengano giudicate in maniera diametralmente opposta da partita a partita. E a perdere è il rugby.

Foto: LaPresse