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Ciclismo

Mountain bike, Mondiali 2023: la legge di Pauline Ferrand-Prevot! La francese si conferma nel cross country, Berta settima

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Pauline Ferrand-Prevot si conferma sul tetto del mondo. Con una gara letteralmente dominata sul tracciato di Glasgow, la francese si conferma campionessa del mondo del cross country ai Mondiali di mountain bike 2023. Seconda maglia iridata per lei nel giro di tre giorni, dopo aver preso il titolo anche nello short track.

Per la 31enne di Reims si tratta del quinto titolo iridato nella specialità olimpica, cifra che le permette di superare in cima alla classifica all-time di successi la leggenda norvegese Gunn-Rita Dahle, che rimane invece ferma a quattro. Tra le varie discipline  riconosciute dall’UCI, i titoli iridati salgono invece a 12. Seppur in una stagione in cui non è apparsa brillante come in passato, nell’appuntamento più importante ha dato l’ennesima dimostrazione di forza.

Partenza tranquilla per Ferrand-Prevot, che lascia sfogare le altre nei primi giri per poi rimontare posizioni progressivamente. La prima a tentare la fuga è la sua connazionale Loana Lecomte che, una volta ripresa, fa gara solitaria alle spalle della leader per completare la doppietta transalpina.

Mentre le due francesi marciano verso le prime due posizioni del podio, alle loro spalle si infiamma la lotta per il bronzo. Dopo cinque giri di spallate ed allunghi ad avere la meglio è la giovane neerlandese Puck Pieterse, che sale nuovamente sul podio iridato, dopo gli argenti nel ciclocross e nello short track. Stroncata nell’ultimo giro la resistenza di Mona Mitterwallner e di Alessandra Keller.

Martina Berta, dopo un inizio molto brillante, perde il treno per le posizioni da podio durante il terzo giro e centra una comunque importante settima posizione, migliorando la 15a piazza dello scorso anno e confermando la crescita di questa stagione. Buona prova anche per Greta Seiwald, che chiude in 20a posizione, Chiara Teocchi taglia il traguardo al 26° posto, mentre Giada Specia chiude 36a.

Foto: LiveMedia/Javier Martinez De La Puente/DPPI