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Roland Garros, Nargiso: “Sinner la vera delusione, ma sull’erba…Per Musetti un problema già noto”

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Jannik Sinner

L’avventura del tennis italiano è finita ieri a Parigi. Il Roland Garros 2023 non ha riservato al gruppo nostrano quei risultati che ci si aspettava. Indubbiamente, l’uscita di scena al completo nella seconda settimana ci riporta indietro ai tempi delle “vacche magre”, ma ogni storia ha una sua specificità. Bel Paese spettatore e i motivi, dunque, quali sono?

Per fare un’analisi completa di quanto accaduto sul red carpet francese ci siamo rivolti a Diego Nargiso, ex tennista di alto livello e impegnato in diversi progetti tecnici attualmente, sempre attento a quanto accade nell’attualità dello sport con racchetta e pallina.

Forse in casa Italia ci eravamo abituati bene come rendimento complessivo a livello Slam. Un passo indietro a Parigi?

Ci sono degli aspetti da analizzare. In primis, io credo che, complessivamente, le prestazioni siano state buone. Lorenzo Sonego si è spinto fino agli ottavi di finale e ha battuto il n.7 del mondo Andrey Rublev; Elisabetta Cocciaretto ha sconfitto al primo turno una top-10 come Petra Kvitova e, non fosse sempre condizionata dai problemi fisici, penso avrebbe potuto raggiungere gli ottavi; Musetti ha fatto il suo e si è imbattuto in Alcaraz…Possiamo dire che la vera delusione sia stata Jannik Sinner, senza ombra di dubbio“.

Bene, parliamo dell’altoatesino. Ha parlato in conferenza stampa di dover cambiare approccio e mettersi meno pressioni. Secondo lei queste considerazioni sono un campanello d’allarme, dal momento che un giocatore di questo livello deve gestire la situazione e non lasciarsi travolgere?

No, io credo che il ragionamento sia diverso. Quando Jannik si è concentrato sul suo lavoro (tecnico e fisico) a inizio stagione, ha raccolto grandi risultati, giocando a livello dei top-5, come ha dimostrato nei 1000 americani. A mio parere, quanto è accaduto a Montecarlo l’ha un po’ condizionato. Lì aveva una grande occasione, non l’ha colta e, consapevole anch’egli di ciò, si è eccessivamente concentrato sul vincere a ogni costo, senza però comprendere che questa attenzione morbosa ha delle pericolose controindicazioni. Le sconfitte contro Cerundolo e Altmaier, secondo me, hanno questa spiegazione perché sono ko che per un giocatore come lui non ci stanno“.

Del resto, anche lo stesso Alcaraz ha parlato di giocare per divertirsi e divertire, non pensando alla vittoria del torneo e all’essere il numero uno. Un riferimento che ci può stare?

Assolutamente sì e infatti Carlos gioca proprio con il divertimento e lo manifesta apertamente. Jannik deve fare lo stesso e ha dimostrato, proprio contro Alcaraz, di avere il livello per giocarsela alla pari, mettendolo in difficoltà in più di un’occasione“.

Crede che possa rifarsi sull’erba?

Quella superficie è una brutta bestia, dipende davvero dalle sensazioni iniziali. A mio parere, il tennis di Sinner si addice all’erba perché i suoi colpi potenti diventano ancora più efficaci, come abbiamo visto l’anno scorso a Wimbledon, per cui secondo me ha la chance di arrivare fino in fondo nei tornei a cui prenderà parte. Ovviamente, dipenderà anche dal tabellone e dalle circostanze, come sappiamo“.

A questo proposito, parlando di Wimbledon, speriamo di ritrovare Matteo Berrettini. È mancata la sua presenza al tennis italiano?

Dati alla mano è così. Negli ultimi quattro anni è stato quello che ha fatto tre semifinali e una Finale Slam e sa giocare molto bene sull’erba. Il suo recupero, sicuramente, può essere una bella notizia per il tennis italiano e speriamo di averlo al 100% fisicamente. Se sta bene, Matteo è uno dei più grandi interpreti dell’erba nel circuito senza dubbio“.

Facendo un passo indietro, parliamo della partita tra Alcaraz e Musetti: lo spagnolo stellare e l’italiano deludente. È d’accordo?

Indubbiamente, Carlos ha giocato la miglior partita del suo torneo, perché nelle precedenti non era stato impeccabile. Credo che lui avesse anche voglia di rifarsi per la sconfitta nella Finale di Amburgo subìta l’anno scorso e per questo aveva una carica agonistica in più, qualora ve ne fosse bisogno. Ha disputato incontro perfetto, mentre Lorenzo non ha avuto un atteggiamento positivo. Ha giocato in modo arrendevole e ha palesato un problema già noto“.

Quale problema sarebbe?

Lui per vincere deve sempre giocare molto bene. Se vediamo cosa ha fatto negli incontri precedenti a Parigi, ha espresso un tennis sublime perché lui stesso si sente meglio. Tuttavia, questo non è sempre possibile e deve imparare a sporcarsi di più, a stare lì nella lotta, perché ha colpi che specialmente sulla terra possono fare male a chiunque. Ieri, invece, si è sottratto alla sfida ed è questa la lezione da imparare. È ancora giovane, ma deve entrare nell’ottica che se vuole essere all’altezza dei migliori deve crederci maggiormente e stare sempre lì, su tutti i punti, non fare due game splendidi e poi mollare la presa“.

Una criticità di non facile risoluzione visto il suo tennis così particolare?

Lorenzo è un giocatore molto estroso e intelligente, per cui sa perfettamente cosa deve fare. Non è sicuramente facile per lui trovare il modo per conciliare le sensazioni del bel tennis che vuole con quelle della concretezza. Per quanto mi riguarda, le proporzioni della sconfitta contro Alcaraz sono state tali perché da un lato un tennista è entrato con lo spirito giusto, l’altro invece è stato troppo passivo e non ha fatto quello che poteva per metterlo in difficoltà. Mi auguro che si riveda in video e faccia le valutazioni del caso“.

A questo punto, quindi, con quali prospettive si va a Wimbledon in casa Italia?

Secondo me abbiamo un roster di giocatori che può fare molto bene e si può trarre spunto dalle cose che hanno funzionato più o meno bene a Parigi. Sono fiducioso e confido in ottimi risultati“.

A conclusione, chi vince il Roland Garros?

Dico Djokovic perché vuole dimostrare a tutti di essere ancora il migliore“.

Foto: LaPresse