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Tennis, Francesco Maestrelli: “In questi ultimi mesi ho acquisito fiducia in me stesso. Ora voglio centrare le qualificazioni degli US Open”

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Un sogno che diventa realtà. La finale del Challenger di Verona ha incoronato Francesco Maestrelli, tennista pisano classe 2002 che si sta mettendo sempre più in mostra nel panorama italiano. Dopo essere partito dalle qualificazioni, l’azzurro è riuscito a vincere ben sette partite di fila (l’ultima delle quali contro l’argentino Pedro Cachin, attuale n.90 al mondo) e a conquistare dunque un magnifico titolo. Grazie a questo trionfo il nostro portacolori ha guadagnato ben 100 posizioni nel ranking ATP, salendo fino al 237° posto. Qui di seguito le sue parole ai microfoni di OA Sport subito dopo aver alzato il trofeo.  

Come ti senti dopo questo grandissimo trionfo?

“Prima di tutto sono veramente stranito. Io non dovevo neanche partecipare qua a Verona, ma fortunatamente ho ricevuto un pass all’ultimo minuto per le qualificazioni. Entrare per fortuna e vincere il torneo è davvero incredibile. Tra l’altro questa mattina (ieri, ndr) mi sono svegliato con dolori notevoli. Ho fatto più sedute con il preparatore atletico soltanto di scarico e di massaggio e non mi aspettavo di entrare in campo e sentirmi così bene, anche quando sono andato sotto. Non so spiegare quello che è successo. Sono senza parole”. 

Qual è stato il turning point della finale contro Cachin?

“Il terzo gioco del secondo parziale. Eravamo 1-1, è stato un momento davvero difficile, ma ho annullato una palla break, ho vinto quel game e mi è arrivata una carica addosso impressionante. Poi ho conquistato il 3-1 e ho completamente svoltato. Prima di quel momento speravo soltanto di non perdere in modo netto, e invece quel gioco e quel break mi hanno completamente stravolto la concezione della partita”.

Challenger Verona 2022: Francesco Maestrelli vince il torneo partendo dalle qualificazioni

Durante il torneo hai mai avuto un momento in cui ti sei reso conto di poter conquistare il titolo?

“Sinceramente no. Pensavo soltanto di giocare il più possibile sperando di esprimermi al meglio e raccogliendo quello che si poteva. Alla fine stavo solo cercando di divertirmi”. 

In questi ultimi mesi hai avuto un’impennata incredibile. Hai raggiunto la finale a Francavilla al Mare, i quarti a Todi e poi appunto la vittoria qui a Verona. Come hai fatto a raggiungere tutto questo in così poco tempo?

“Io sono convinto che giocando tante partite io sia arrivato ad avere anche delle consapevolezze di base abbastanza buone. Prima ero spaventato dal resistere alla fatica in campo e infatti sulla terra avevo molta paura di giocare fino all’anno scorso. Ora invece sentendomi bene fisicamente e migliorato in tutti i miei fondamentali credo in me stesso e più si allunga la partita più mi piace, più mi diverto e più sento di avere chance”. 

Ti ispiri a qualche giocatore? 

“Io fino a poco fa mi ispiravo a Medvedev perché mi ci ritrovavo come posizione e caratteristiche fisiche e tecniche, ma ora mi sento abbastanza cambiato e mi ispiro maggiormente a Garin, tra mille virgolette (ride, ndr). Però, sinceramente non riesco a identificarmi in qualche giocatore in particolare. Spero soltanto di migliorare su qualsiasi aspetto del mio gioco e poi magari assomiglierò sempre più a qualcuno”. 

Prossimo obiettivo?

“A questo punto cercare di centrare le qualificazioni degli US Open che è un obiettivo che fino a tre/quattro mesi fa era impensabile. Per ora questo, poi magari nel prossimo anno spero di giocare sempre di più”. 

Credit: Verona Social

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