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Formula 1

F1, l’Italia non avrà piloti nel 2022. Antonio Giovinazzi scaricato da Alfa Romeo: nuova avventura in Formula E

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Con il Gran Premio di ieri in quel di Abu Dhabi si è chiusa per il momento la carriera in F1 di Antonio Giovinazzi. Il nostro connazionale ha terminato il proprio rapporto con Alfa Romeo, realtà che per il prossimo anno ha scelto di rimpiazzare il nativo di Martina Franca con il cinese Guanyu Zhou, pronto al debutto nella massima formula dopo aver militato in F2 (categoria vinta dall’australiano Oscar Piastri). 

La prossima annata, oltremodo importante visto il significativo cambio regolamentare che aspetta con una stagione di ritardo il ‘Circus’, non vedrà al via nessun pilota italiano, una mancanza importante che dopo anni è stata colmata dall’ex #99 del gruppo.

Il pugliese si appresta per una nuova sfida nel Mondiale di Formula E con il team Dragon-Penske. L’ex teammate del finnico Kimi Raikkonen ha ancora tanti dettagli da imparare per una monoposto che non ha eguali nel motorsport. La frenata ed il recupero dell’energia sono degli aspetti unici che si uniscono a delle gomme particolari che possono essere utilizzate sull’asciutto e sul bagnato.

Antonio ha potuto prendere confidenza con il nuovo team nell’impianto di Valencia qualche settimane fa durante i test pre-stagionali della Formula E, due sessioni importanti prima delle trasferta di Jeddah (Arabia Saudita) che ha iniziato l’ultimo doubleheader della stagione.

Per il vice campione della F2 potrebbero presto aprirsi anche le porte dell’endurance con Ferrari. Molti piloti che corrono in Formula E da sempre hanno un doppio impegno di successo visto che i due campionati non sono quasi mai concomitanti. Il britannico Sam Bird e l’elvetico Sébastien Buemi  sono solo alcuni degli esempi da seguire per un importante doppio programma tra la serie di Alejandro Agag ed il FIA World Endurance Championship.

Giovinazzi non sarebbe nuovo nelle competizioni di durata. Ricordiamo infatti la partecipazione alla 24h di Le Mans del 2018 con AF Corse, un’esperienza svolta in GTE PRO con il finnico Tony VIlander ed il brasiliano Pipo Derani. Un futuro nel WEC è senza dubbio da tenere in considerazione visto l’impegno dal 2023 per la Rossa nella classe regina con l’inedita Hypercar che si prepara per sfidare sul Circuit de la Sarthe e su tutte le piste del mondo una serie incredibile di rivali (Audi, Acura, BMW, Porsche, Peugeot, Cadillac, Toyota e Glickenhaus).

L’Italia si trova in una buona posizione nell’endurance con dei giovani di primo profilo che sicuramente non scopriamo ora, piloti ufficiali che danno battaglia ogni settimana nelle varie categorie a ruote coperte. Il discorso è diverso per riavere un nostro rappresentante in F1, un panorama indubbiamente più complesso da raggiungere.

Matteo Nannini (orientato verso un possibile programma in America con le monoposto) è ‘inseguito’ da Gabriele Minì ed Andrea Kimi Antonelli. Il primo, 16enne palermitano, ha conquistato nel 2020 la F4 italiana ed ora si appresta a vivere il secondo anno consecutivo la Formula Regional European Championship powered by Alpine, mentre il secondo si prepara per correre a tempo pieno nella F4 Italia con Prema. Quest’ultimo è un 15enne bolognese già nell’orbita di Mercedes, un talento tutto da scoprire nei prossimi anni nella speranza che al più presto si possano aprire per almeno un azzurro le porte della F1.

Foto: LaPresse