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Judo, bilancio positivo per l’Italia alle Olimpiadi, anche se inferiore a Rio 2016. E’ mancato Manuel Lombardo

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Con la conclusione del Team Event, vanno ufficialmente in archivio le competizioni di judo ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021. Al Nippon Budokan sono stati assegnati 14 titoli individuali ed uno a squadre, il primo della storia per la disciplina in una rassegna a cinque cerchi.

L’Italia torna a casa con un bilancio sicuramente positivo, grazie ad una buona prestazione corale e alle due medaglie di bronzo ottenute da Odette Giuffrida nei 52 kg e da Maria Centracchio nei 63 kg, anche se il bottino è inferiore rispetto alle trionfali Olimpiadi di Rio 2016 (oro Fabio Basile, argento Giuffrida).

La selezione tricolore è stata rappresentata in otto categorie individuali (su 14) e nella nuova gara mista a squadre, centrando di fatto l’obiettivo massimo in termini di carte olimpiche. Nonostante i due podi, c’è comunque un po’ di rammarico per almeno un paio di possibili medaglie sfumate tra prestazioni negative e un pizzico di sfortuna legata ai sorteggi e a decisioni arbitrali controverse.

Il grande deluso in casa Italia non può non essere Manuel Lombardo, n.1 del ranking mondiale e co-favorito della vigilia per la medaglia d’oro nei 66 kg, sconfitto ai quarti di finale da un avversario decisamente alla sua portata e poi relegato al quinto posto finale dopo aver perso abbastanza nettamente lo spareggio per il bronzo con il coreano An Baul. Il 22enne piemontese era alla prima partecipazione olimpica ed è comunque un talento straordinario, quindi l’appuntamento con il podio a cinque cerchi è semplicemente rimandato di tre anni a Parigi 2024 nei 73 kg.

Tornano a casa senza medaglie anche Christian Parlati e Fabio Basile, che tra competizione individuale e gara a squadre hanno mostrato dei lampi importanti, tuttavia il sorteggio nel loro caso è stato davvero penalizzante e ne ha condizionato pesantemente il possibile cammino verso il Final Block nelle rispettive categorie.

Piazzamento incoraggiante ma grandi rimpianti nei 70 kg per Alice Bellandi, sbarcata in Giappone da ripescata e capace di ottenere un buon 7° posto al termine di una gara in cui avrebbe meritato sicuramente di raggiungere almeno le semifinali. La bresciana classe 1998 ha un grandissimo potenziale e lo ha dimostrato finalmente anche al massimo livello senior (dopo aver dominato tra le junior nel 2018), in attesa di salire presumibilmente di categoria (nei 78 kg) per il prossimo triennio.

Menzione speciale per le due medagliate: Odette Giuffrida ha coronato un quinquennio molto difficile dal punto di vista fisico (ma estremamente solido in termini di risultati) con un bronzo meritatissimo, che le vale il secondo podio olimpico consecutivo nei 52 kg in attesa di fare l’ultimo step per il titolo magari a Parigi. Che dire infine di Maria Centracchio, la vera favola dell’Olimpiade azzurra nel judo. 

La 26enne molisana arrivava in Giappone quasi a fari spenti, dopo aver strappato il pass olimpico in extremis come ultima delle qualificate dirette nei 63 kg nonostante un periodo disastroso a causa del Covid e della mononucleosi. Centracchio ha poi sfruttato l’occasione della vita a Tokyo, inserendosi in un buon corridoio nel tabellone e conquistando un bronzo clamoroso, dopo aver dominato la finalina contro un’avversaria di alto profilo come l’olandese Juul Franssen.

Foto: Lapresse

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