Atletica, Olimpiadi Tokyo: avanti Fantini e Re, fuori Scotti. Peso alla cinese Gong

Nella notte italiana atletica leggera protagonista alle Olimpiadi di Tokyo: disputate la finale del lancio del peso femminile, le qualificazioni del lancio del martello femminile e del salto in lungo femminile, e le batterie dei 400 metri piani maschili e dei 3000 siepi femminili.

Nel lancio del martello femminile basta il primo lancio a Sara Fantini per centrare la qualificazione: l’azzurra fa 71.68, misura che, seppur lontana dal 73.50 che valeva il pass diretto per la finale, consente all’azzurra di staccare il 12° ed ultimo posto utile per l’atto conclusivo. Nei tentativi seguenti l’atleta italiana fa 69.26 e 69.27, misure che non le avrebbero consentito il passaggio del turno. La prima delle escluse dalla finale è comunque lontana: la 13ma classificata è la bielorussa Hanna Malyshchyk, con 70.80.

Al termine delle batterie dei 400 metri piani maschili Davide Re, grazie al quarto tempo di ripescaggio (su sei posti disponibili) rientra tra i 24 semifinalisti, mentre viene eliminato Edoardo Scotti. Davide Re riesce a passare il turno nonostante parta dalla nona corsia nella quarta serie, facendo comunque segnare il primato personale stagionale in 45.46, che gli vale il quinto tempo nella batteria vinta dal colombiano Anthony Jose Zambrano con il crono di 44.87. Poco dopo è sceso in pista l’altro azzurro impegnato nella specialità, Edoardo Scotti, in gara nella sesta ed ultima batteria: l’italiano ha sfiorato la qualifica diretta al turno successivo, chiudendo quarto in 45.71, a soli 0.15 dal terzo posto dell’atleta di Trinidad & Tobago Machel Cedenio. Dato che il passaggio alle semifinali era riservato ai primi tre di ciascuna delle sei batterie ed ai sei atleti col miglior tempo tra quelli non immediatamente qualificati, entrambi gli azzurri hanno dovuto attendere che tutte le batterie fossero concluse: dentro Davide Re col quarto crono, fuori Edoardo Scotti.

Nella prima finale di giornata si registra il dominio della cinese Gong Lijiao che nel lancio del peso femminile ritocca il personale portandolo al 20.58 fatto registrare nel sesto ed ultimo tentativo, con l’oro ampiamente al collo. Sarebbe comunque bastato il più corto dei suoi cinque lanci validi (su sei tentativi), il 19.80 della quarta serie, per vincere. L’argento infatti va alla statunitense Raven Saunders, che nella quinta tornata ottiene la misura di 19.79, rafforzando la propria piazza d’onore già assicurata dal 19.65 del primo tentativo. Alle sue spalle il bronzo va alla leggenda neozelandese Valerie Adams, la quale con il 19.62 della terza serie si assicura almeno il gradino più basso del podio.

Nel salto in lungo femminile ben otto atlete staccano il pass diretto per la finale portandosi almeno a 6.75: la migliore è però la serba Ivana Spanovic che, dopo il primo nullo, al secondo tentativo fa segnare 7.00. Ultima misura di accesso in finale è il 6.60 dell’australiana Brooke Stratton, 13ma e prima delle escluse la statunitense Quanesha Burks con 6.56.

Nei 3000 siepi femminili il miglior tempo arriva dalla prima batteria ed è dell’atleta del Brunei Winfred Mutile Yavi, che chiude in 9:10.80, andando a precedere l’ugandese Peruth Chemutai (9:12.72) e la statunitense Emma Coburn (9:16.91). Ripescata la canadese Genevieve Lalonde (9:22.64). Dalla seconda batteria avanzano in sei: Courtney Frerichs (USA, 9:19.34), Gesa Felicitas Krause (Germania, 9:19.62) e Beatrice Chepkoech (Kenya, 9:19.82), oltre alle ripescate Zerfe Wondemagegn (Etiopia, 9:20.01), Luiza Gega (Albania, 9:23.85) e Genevieve Gregson (Australia, 9:26.11). Dalla terza serie vanno in finale Hyvin Kiyeng (Kenya, 9:23.17), Marusa Mismas-Zrimsek (Slovenia, 9:23.36) e Mekides Abebe (Etiopia, 9:23.95). Ripescate Valerie Constien (USA, 9:24.31) e Elizabeth Bird (Gran Bretagna, 9:24.34).

Foto: FIDAL / Colombo

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