Atletica, Mondiali U20, sabato 21 agosto pomeriggio. Massimiliano Luiu d’argento nell’alto. Sesti Mori e Benati

L’Italia si sblocca nella giornata più attesa ma, mentre tutti attendevano Lorenzo Benati nei 400 piani e Rachele Mori nel martello, sbuca il sardo Massimiliano Luiu e conquista una fantastica medaglia d’argento nel salto in alto, la specialità che sta regalando soddisfazioni straordinarie all’atletica italiana in questa stagione. Si ferma invece al sesto posto Lorenzo Benati in un 400 di altissimo livello: non gli basta limare di due decimi il personale per inserirsi nella lotta per le medaglie e si deve accontentare della sesta piazza, come per la martellista Rachele Mori a cui sarebbe servito un miglioramento di una quindicina di centimetri per provare a salire sul podio, ma che è rimasta a 4 metri dal record personale.

Massimiliano Luiu trova la giornata perfetta nel salto in alto. L’azzurro entra in gara a 2 metri, superando la misura al primo tentativo come 2.06, 2.10 e 2.14. la gara si decide a 2.17 e per Luiu si tratta di fare il personale che fino a quel momento era 2.16. Il saltatore sardo trova un ottimo tempo al primo tentativo e scavalca subito anche i 2.17. Come lui l’israeliano Kapitolnik che dà l’idea di essere di un altro pianeta e avrà modo di dimostrarlo. Sbagliano il nigeriano Erhire e il sudafricano Raats, mentre al terzo tentativo il polacco Kolodziejski riesce a scavalcare i 2.17. Kapitolnik supera anche la misura successiva (2.19) al primo tentativo, mentre Luiu ci va solo vicino, soprattutto nel secondo tentativo. Niente da fare anche per il polacco e dunque argento per l’azzurro Luiu con 2.17, stessa misura ma con due tentativi in meno utilizzati rispetto al polacco Kolodziejski, bronzo. L’oro va meritatamente al collo dell’israeliano Kapitolnik che prosegue, scavalca al primo tentativo anche 2.26 e sfiora addirittura i 2.31.

Lorenzo Benati non riesce a salire sul podio in una finale dei 400 metri di dimensioni tecniche stratosferiche. Migliora il personale di due decimi l’azzurro, che parte forte e non riesce a cambiare marcia nel rettilineo finale chiudendo al sesto posto con 46”06. Vince il rappresentante del Botswana Anthony Pesela che trova il guizzo vincente negli ultimi 70 metri e chiude con uno stratosferico 44”58, secondo posto per il messicano Aviles Ferreiro che migliora il record nazionale Under 20 con 44”95, bronzo per il sudafricano Nortje con 45”32. A seguire il sudafricano Pillay con 45”53, quinto lo zambiano Samukonga con 45”89.

Trionfo finlandese, il secondo nei lanci dopo il giavellottista Laspa, nel lancio del martello femminile con Silja Kosonen che al secondo tentativo raggiunge la misura di 71.64 che le permette di dominare la gara davanti alla francese Rose Loga, argento con 67.11 e alla bielorussa Maryola Bukel con 65.20. L’azzurra Rachele Mori conquista i tre lanci di finale con il terzo tentativo a 61.65 che le vale il quinto posto momentaneo e finisce senza riuscire a migliorarsi in sesta piazza, forse leggermente al di sotto delle aspettative della vigilia.

Nel decathlon l’azzurro Alessandro Sion riesce ad evitare l’ultimo posto (nonostante lo 0 nel salto con l’asta), grazie al secondo posto nel tiro del giavellotto, la sua specialità prediletta. Sion chiude ottavo nei 1500 ma nella classifica finale è settimo con  6492 punti, 3 in più del danese Gronbech. Oro in rimonta per il ceco Frantisek Doubek che ha perfezionato il sorpasso al belga Jente Hauttekeete che aveva condotto fino all’ottava prova, chiudendo con il punteggio di 8169. Argento per il belga con 8053 e bronzo con record nazionale Under 20 per lo spagnolo San Pastor con 7430.

Non si ferma più il francese Sasha Zhoya che migliora per la seconda volta in due giorni il record del mondo dei 110 ostacoli di cui ben presto potrebbe diventare protagonista anche a livello assoluto. Il transalpino, con svariate origini, zambiane e australiane, ha letteralmente dominato la gara chiudendo con uno stratosferico 12”72. Secondo gradino del podio per il giamaicano Vashaun Vascianna con 13”25, bronzo per il polacco Szymanski con il crono di 13”43.

Il secondo record del mondo di giornata porta la firma della namibiana Christine Mboma che si deve superare, facendo segnare il nuovo primato assoluto Under 20 con uno stellare 21”84 nei 200 per battere la discussa connazionale Beatrice Maslingi, spinta a questa specialità dalla IAAF per questioni di testosterone e seconda, come nei 100, con 22”18, record personale. A completare il podio tutto africano ci pensa la nigeriana Favour Ofili, che chiude terza con il record nazionale con il crono di 22”23.

Trionfo africano con tutti e tre i posti sul podio occupati anche nei 200 uomini con Udodi Chudi Onwuzurike che, con il record nazionale di Nigeria, conquista l’oro nei 200 maschili con il tempo di 20”21. Argento per il rappresentante del Botswana Letsile Tebogo che ferma il cronometro a 20”38, bronzo per il sudafricano Sinesipha Dambile con 20”48.

La giamaicana Ackera Nugent si aggiudica l’oro al termine di una finale dei 100 ostacoli che definire rocambolesca è riduttivo. Nei primi quattro ostacoli si sviluppa l’attesa lotta tra la giamaicana e la sua rivale, la svizzera Kambundji, sorella d’arte, crollata a terra nel superamento del quinto ostacolo. Assieme a lei cade anche la polacca Barcz, altra atleta da medaglia e dunque via libera per la giamaicana che domina con 12”95. Seconda piazza per l’estone Anna Maria Millend con 13”45 e bronzo per l’incredula ungherese Toth con 13”58.

Africa, come per tutta la manifestazione, padrona assoluta del mezzofondo, ma non solo. Il Kenya si prende il quarto oro mondiale nei 1500 uomini con un solidissimo Vincent Kibet Keter che mette a segno l’attacco giusto a un giro dalla fine e non va mai fuori giri, chiudendo in 3’37”24, davanti alla coppia etiope con Wegene Addisu con 3’37”86 e Melkeneh Azize con 3’40”22 che approfitta della squalifica dell’altissimo keniano Kamar Etiang, favorito della vigilia ed estromesso dalla classifica finale per aver appoggiato il piede nella zona vietata nella penultima curva.

L’Etiopia si rifà negli 800 donne, dove non c’erano però rivali keniane, con il trionfo di Ayal Dagnachew che domina la gara con il tempo di 2’02”96. Ottimo secondo posto per la svizzera Valentina Rosamilia che vince la volata del resto del gruppo, con il tempo di 2’04”29, sopravanzando la greca Deligianni che sembra dover crollare dopo una prima parte di gara all’assalto e alla fine strappa il bronzo con 2’04”66.

L’onda africana non si interrompe neppure nei 400 piani donne che hanno visto la vittoria in rimonta della nigeriana Imaobong Nse Uko che nel rettilineo finale ha letteralmente bruciato la polacca Kornelia Lesiewicz che sembrava destinata ad avere la meglio dopo l’ultima curva. La nigeriana vince in 51”55, argento per la polacca che chiude in 51”97, terza piazza per la keniana Chelangat in 52”23. Gara di altissimo spessore tecnico.

Africa sugli scudi anche nel getto del peso donne con il trionfo della sudafricana Minè De Klerk con la misura di 17.40 che ha legittimato all’ultimo lancio una grande gara, tutta di testa. Argento per la turca Pinar Akyol con 16.72 e bronzo per l’altra sudafricana, Dane Roets con 15.61. Non c’erano azzurre in gara.

Non c’erano azzurri nelle tre semifinali dei 400 ostacoli uomini che hanno visto il turco Berke Akcam far segnare il miglior tempo con 49”73. In finale assieme a lui vanno Archer (Jam), Novoseltsev (Rus), Gucek (Slo), Edlund (Swe), Kithome (Ken), Nathaniel (Ngr), Cik (Cro).

Senza azzurri anche le due semifinali degli 800 uomini con il keniano Emmanuel Wanyonyi che fa segnare il miglior tempo con 1’46”15. Con lui in finale Kinet (Ken), Davidik (Cze), Hassan (Can), Lewalski (Pol), Al Gouaned (Alg), Wolde (Eth), Anselmini (Fra).

Foto: Fidal Colombo

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