Atletica, Mondiale Under 20. Venerdì 20 agosto mattino. Matteo Oliveri quinto nell’asta. Benedetti ottava nel disco. Bene i velocisti azzurri

Mattinata molto intensa, la terza di gare, ai Mondiali Under 20 in programma a Nairobi. Due finali, con gli azzurri autori di buone prove, disputate dopo il rinvio per pioggia di ieri, e tante qualificazioni, con esiti in chiaroscuro per il contingente italiano. Iniziato anche il Decathlon con l’azzurro Sion, settimo dopo tre prove.

Sion è stato sesto nei 100 con 11”41, sesto con 6.94 nel salto in lungo e ottavo con 12.85 nel getto del peso per un totale di 2228 punti. In testa c’è il belga Hauttekeete con 2632 punti, secondo posto per il ceco Doubek (2522) e terzo lo spagnolo San Pastor (2444).

Quinta piazza finale con un pizzico di rammarico per l’azzurro Matteo Oliveri nella finale del salto con l’asta. L’azzurro ha superato 5.05 alla prima prova, 5.20 alla seconda, stabilendo il personale e, al primo tentativo a 5.30, misura che avrebbe potuto anche proiettarlo verso il podio, aveva scavalcato, sfiorandola, l’asticella che è caduta quando Oliveri era già sdraiato sul materassino, facendo svanire il sogno dell’italiano. I sogni sono evaporati in fretta anche per il super favorito della vigilia, il francese Ammirati che ha sbagliato tre volte a 5.30, misura d’ingresso (abbordabile per lui che ha 5.75 di personale) e per l’ucraino Onufriyev, anche lui incapace di superare la misura di ingresso di 5.20. Oro al bielorusso Matvei Volkov con 5.45, superato al terzo tentativo, Argento per il finlandese Alasaari che ha superato 5.35 al terzo tentativo e bronzo al sudafricano Rademeyer, che ha scavalcato 5.30 al terzo tentativo.

Ottavo posto per Benedetta Benedetti, protagonista della finale del lancio del disco, altra gara rinviata ieri. L’azzurra ha piazzato al secondo lancio il 47.49 che le ha permesso di partecipare ai tre lanci di finale ma non è riuscita più a migliorarsi. Oro per la russa Ignatyeva con la misura di 57.84, argento per la sudafricana 53.40, record under 20 dell’Oceania e bronzo per la bielorussa Nikitsenka con 51.47.

Molto bene nelle qualificazioni del lancio del martello donne la primatista italiana Rachele Mori che, al terzo lancio, piazza la misura di 60.12 che le permette di qualificarsi direttamente per la finale, con la quinta misura di giornata e con qualche ambizione per la zona podio. Con lei in finale la finlandese Kononen, miglior lancio a 68.46, poi Bukel (Blr), Bomba (Pol), Loga (Fra), Koppeli (Fin), Veillas (Fra), Savva (Cyp), Runarsdottir (Isl), Stejfova (Cze), Nartturk (Tur), Claveria. Niente da fare per l’altra italiana in gara, Emily Conte, che ha chiuso all’ultimo posto con 54.11.

Buone notizie arrivano ancora dalla velocità azzurra. Entrambe qualificate, seppur non con tempi straordinari, per le semifinale le specialiste azzurre dei 100 ostacoli: Veronica Besana chiude seconda la prima batteria con 13”97 e Giorgia Marcomin, terza nella seconda batteria con 14”26, rispettivamente 13mo e 22mo tempo assoluto con il miglior crono fatto segnare dalla svizzera Ditaji Kambudji con 13”30.

In semifinale con il personale nei 200 maschili Filippo Cappelletti che ha corso in 21”13 la sua batteria chiudendo al terzo posto (avanzavano i primi quattro), mentre non ha preso il via, probabilmente per un risentimento muscolare, Federico Guglielmi che a questo punto rischia di non prendere parte alla 4×100. Miglior tempo delle qualificazioni per il nigeriano Onwuzurike con 20”47.

Semifinale conquistata, seppure non con grandi ambizioni, anche dalle due azzurre in gara nei 200. Alessandra Iezzi ha chiuso al quarto posto la penultima batteria (le prime quattro di ogni batteria avanzavano alle semifinali) ed ha fatto segnare il 15mo tempo assoluto con 23”99 a due soli centesimi dal personale. Quarta nell’ultima batteria (dominata dalla nigeriana Ofiri) anche Elisa Visentin che ha fatto segnare il 18mo crono con 24”14. Miglior tempo della namibiana Maslingi con 22.65.

Non altrettanto bene sono andate le cose nei 110 ostacoli dove il taglio era però più severo (le semifinali saranno due e non tre come tra le donne) ed è costato caro ai due azzurri, in particolare a Lorenzo Ndele Simonelli, quarto nella prima batteria e primo degli esclusi con 13”83 (si entrava con 13”80). Più lontano dalla zona qualificazione Riccardo Berrino che ha fatto segnare il 22mo tempo con 14”06. Miglior tempo per il francese Zhoya con 13”12.

Qualificazione superata dalle due rappresentanti azzurre nel salto in alto. Nessun problema per Idea Pieroni che ha superato al primo tentativo 1.69, 1.74 e 1.78 e non ha avuto bisogno di proseguire (la qualificazione era fissata a 1.85). Misura di 1.78 superata, ma al secondo tentativo, anche per l’altra azzurra Rebecca Mihalescul che si qualifica comunque per la finale che vedrà al via, oltre alle due italiane, Rokavec (Srb), Spiridonova (Rus), Ioannidou (Cyp), Khalikova (Rus), Pihela (Est), Maxwell (Fra), Engondo (Sui), Rengle (Rou), Topic (Srb), Maes (Bel), Apostol (Rou).

Deludente, invece, la prova delle due atlete azzurre impegnate nelle qualificazioni del salto in lungo femminile. Arianna Battistella, da cui si attendeva un buon risultato, non è andata oltre la misura di 5.98, lontanissimo dal personale, che significa 16mo posto e Chiara Smeraldo si è fermata a 5.95 per un 18mo e terz’ultimo posto. Migliore misura delle qualificazioni per l’indiana Singh con 6.40 e in finale con lei vanno Askag (Swe), Campos (Bra), Foreman (Jam), Horielova (Ukr), Ebosele (Esp), Linares (Col), Jedrazak (Pol), Yankley (Esp), Fouche (Rsa), Matuszewicz (Pol), Agadama (Ngr).

Non c’erano azzurre al via nelle due semifinali dei 1500 donne che hanno visto la kenyana Chepkirui far segnare il miglior tempo con 4’22”10 che le ha permesso di vincere la seconda batteria. Con lei in finale Mehari (Eth), Azrour (Mar), Urban (Hun), Welteji (Eth), Jemutai (Ken), Arnedillo (Esp), Amar (Eri), Mononen (Fin), Rezzik (Alg), Rabii (Mar), Sfarghiu (Rou).

Foto Fidal Colombo

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