MotoGP. Ducati, mai così bene dal 2002. È la miglior gara di sempre! Si può credere al titolo mondiale

Nel Gran Premio di Francia disputato quest’oggi a Le Mans, la Ducati ha archiviato il suo miglior risultato di sempre da quando gareggia in MotoGP. Infatti la Casa di Borgo Panigale ha vinto la gara con Jack Miller, raccogliendo inoltre la seconda posizione con Johann Zarco e la quarta con Francesco Bagnaia. Solo la Yamaha di Fabio Quartararo ha impedito alle Rosse a due ruote di monopolizzare il podio, un’impresa che sarebbe stata possibile, considerando come Pecco sia arrivato nella scia di El Diablo dovendo percorrere un long lap più del francese.

In passato Ducati aveva già realizzato sei doppiette. La prima a Phillip Island, nell’ormai lontano 2007, a cui hanno fatto seguito quelle di Spielberg 2016, Sepang 2017, Mugello e Brno 2018, nonché quella di due settimane fa a Jerez de la Frontera. Cionondimeno, in nessuno di questi casi la terza moto di Borgo Panigale aveva concluso in quarta posizione come accaduto quest’oggi. La performance odierna  è superiore persino a quella del Gran Premio d’Australia 2007, quando vinse Casey Stoner davanti a Loris Capirossi, mentre Alex Barros si piazzò quinto.

Corsi e ricorsi storici. Anche oggi, come 13 anni e mezzo fa, la Ducati ha vinto con un pilota australiano e tutti sappiamo cosa combinò quel centauro nel fatidico 2007. Stoner vinse quello che, a oggi, resta l’unico Mondiale conquistato dalla Casa di Borgo Panigale nella MotoGP. D’accordo, siamo solamente alla quinta di diciannove gare stagionali, ma a questo punto si può lecitamente credere in una seria candidatura al titolo per il 2021. Da parte di chi non è ancora chiaro, ma contro chi è certo. Quartararo è l’uomo da battere e non sarà facile stargli davanti, però i fatti ci dicono che le Rosse hanno tre carte da giocarsi.

Pecco Bagnaia sinora è stato il più costante. Non avrà mai vinto, ma è salito tre volte sul podio e non è mai uscito dai primi sei. Non a caso si trova a un solo punto dal francese della Yamaha. Probabilmente gli manca ancora un po’ di esperienza, come dimostrato in questo weekend, ma i progressi rispetto allo scorso anno sono indiscutibili e la sua attitudine è quella giusta. Se sbaglia, fa tesoro dell’errore per evitare di ripeterlo. Lo dimostra il diverso atteggiamento in tema di gestione degli pneumatici dopo quanto accaduto in Qatar, una qualità che oggi ha fatto la differenza.

La costanza non è mai stata il piatto forte di Jack Miller, che però ha vinto più gare nelle ultime due settimane di quante ne avesse conquistate in tutto il resto della carriera! Zitto zitto, l’australiano si è riportato a -16 da El Diablo mostrando una solidità, almeno tra Jerez e Le Mans, che lascia ben sperare. Dopotutto, a 26 anni si può anche maturare agonisticamente rispetto al passato. In mezzo ai due piloti del factory team c’è Johann Zarco, staccato di 12 lunghezze dal connazionale. Definirlo un pretendente al Mondiale è quantomeno ambizioso, vuoi per i trascorsi agonistici, vuoi per il fatto di essere in un team satellite, ma i numeri non mentono e la classifica iridata al momento lo vede pienamente in corsa.

I dati parlano chiaro. In cinque gare Ducati ha mandato sul podio quattro piloti diversi, raccogliendo 9 piazzamenti nella top-three su un massimo di 15 disponibili. La MotoGP non è uno sport di squadra e il singolo più forte rimane Quartararo, in sella alla sua Yamaha. Tuttavia, la Desmosedici GP21 si sta dimostrando una moto completa, capace di essere competitiva in ogni contesto, compresi quelli sulla carta più ostici (vedi quanto accaduto a Jerez de la Frontera).

Alla luce di quanto visto sinora, non credere nel Mondiale sarebbe un delitto. Bagnaia è forse ancora troppo acerbo, Zarco ha vinto due titoli nella Moto2, ma la concorrenza era ben diversa. Miller non ha mai avuto la solidità di rendimento necessaria per laurearsi Campione del Mondo, ma non tutti sono dei predestinati e c’è chi raggiunge la maturità agonistica solo progressivamente. Insomma, per Ducati il titolo 2021 è difficile da conquistare, ma non certo impossibile. Dopotutto, la fase iniziale della stagione permette di sognare.

Foto: MotoGPpress.com

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