F1, la gara da incubo di Carlos Sainz: da 4° a 11°. Ferrari fuori dalla zona punti

Carlos Sainz nella giornata di sabato si era reso protagonista di una splendida prestazione, realizzando il quinto tempo in qualifica, una performance che gli aveva permesso di battere per la prima volta il compagno di squadra Charles Leclerc. Eccellenti premesse in vista della gara odierna, che infatti è cominciata benissimo, poiché lo spagnolo alla partenza si è portato in quarta posizione, scavalcando la Red Bull di Sergio Perez. Tuttavia, dopo l’ingresso della safety car, per l’iberico è andato tutto storto. Il messicano lo ha prontamente ri-sorpassato e, come se non bastasse, anche Lando Norris gli si è piantato davanti.

Il ventiseienne madrileno è rimasto a lungo a ridosso del britannico della McLaren e ha deciso di tentare l’undercut, poiché è stato il primo pilota a effettuare il proprio pit-stop. Sainz si è ritrovato comunque alle spalle dell’inglese e, soprattutto, la seconda metà della gara si è tramutata in un autentico calvario. Lo spagnolo è stato scavalcato da Leclerc, dopodiché non ha avuto modo di difendersi dall’Alpine di Esteban Ocon. Sembrava quantomeno in grado di poter salvare l’ottava posizione. Invece nei chilometri conclusivi è letteralmente crollato, vedendosi infilzato come un puntaspilli da Fernando Alonso, Daniel Ricciardo e Pierre Gasly. In questo modo Carlos è scivolato addirittura fuori dalla zona punti.

Insomma, un grande inizio, che però si è rivelato un autentico fuoco di paglia, prima di qualche difficoltà di troppo sfociata nella debacle conclusiva. Si tratta della peggior prestazione stagionale per il neo-ferrarista, che in Bahrain aveva concluso arrivando relativamente vicino a Leclerc, così come avvenuto a Imola, dove l’iberico si era piazzato . A Portimao, invece, il madrileno ha letteralmente alzato bandiera bianca strada facendo. Si era detto, solo ventiquattro ore orsono, quanto stesse facendo bene in relazione a tutti coloro che hanno cambiato vettura in questo 2021. Invece, oggi, il numero 55 della Ferrari è incappato in una controprestazione difficile da digerire, a dimostrazione di come non riesca ancora a essere costante ad alto livello, come peraltro sottolineato da lui stesso nel recente passato.

La defaillance è figlia di due fattori. In primo luogo la SF21 oggi ha sofferto il graining molto più del previsto, soprattutto con mescola media. Sergio Perez e lo stesso Norris hanno dimostrato come fosse possibile completare due terzi di distanza con il compound C2, ma le monoposto di Maranello hanno avuto più difficoltà con questa mescola rispetto a tutti gli altri. Se a questa dinamica, sommiamo la non-gestione degli pneumatici freschi da parte di Carlos capiamo la genesi del tracrollo.

Lo spagnolo ha sforzato all’inverosimile le gomme per provare a completare l’undercut, ma così facendo le ha stressate esageratamente, pagando pesantemente dazio proprio nel finale. Anziché accontentarsi di arrivare sesto o settimo, l’iberico ha deciso di rischiare il tutto per tutto allo scopo di arrivare quinto. È andata malissimo, perché per provare a guadagnare dai due a quattro punti, il madrileno ha finito per perderne almeno sei. Peccato. Sainz, nel suo piccolo, oggi è stato un Icaro. Però non gli si può fare una colpa per averci provato. Si cresce anche così.

Foto: La Presse

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