F1, la Ferrari esce ridimensionata da Portimao. Brutta sberla alle ambizioni di Maranello

Nel Gran Premio del Portogallo andato in scena ieri a Portimao, la Ferrari ha archiviato un risultato deludente, poiché Charles Leclerc si è dovuto accontentare della sesta posizione e Carlos Sainz è addirittura scivolato fuori dalla zona punti, concludendo undicesimo. Le ambizioni erano ben diverse, perché in terra lusitana la Scuderia di Maranello puntava a imporsi come terza forza in campo. Invece, ancora una volta, il Cavallino Rampante si è visto relegato a un ruolo più modesto. Qualcuno potrà obiettare che si è tornati al livello espresso in Bahrain, mentre Imola è stato un episodio favorito dalle condizioni meteo particolari. Vero, ma fino a un certo punto.

In effetti Leclerc ha chiuso 6° proprio come a Sakhir, pagando 55 secondi a Lewis Hamilton anziché 59 come avvenuto in Medio Oriente. Inoltre Sainz avrebbe potuto attestarsi nella stessa zona del monegasco, ma ha pagato pesantemente dazio per aver sforzato troppo il treno di gomme medie nei primissimi giri, nel tentativo di avere ragione di Lando Norris. Quindi, a conti fatti, il potenziale per ripetere quanto accaduto in Bahrain c’era. Portimao, però, fa male per diverse ragioni.

Innanzitutto le caratteristiche della pista avrebbero dovuto aiutare la Ferrari nella sfida contro la McLaren. Sulla carta la potenza della power unit Mercedes si annunciava meno preponderante di quanto non lo fosse stata a Sakhir (ma anche a Imola, dove il gas rimane aperto a lungo). Invece, di riffa o di raffa, Norris chiude sempre davanti alle Rosse. Agatha Christie diceva che tre indizi fanno una prova e, a questo punto, bisogna concludere che la MCL35M sia migliore della SF21, anche perché Daniel Ricciardo ha preceduto Sainz in entrambe le gare asciutte. Pertanto, la prima sberla lusitana è rappresentata dal fatto che la Scuderia di Maranello sarà anche vicina al team di Woking, ma rimane sempre e comunque la quarta forza in campo, non la terza.

Lo schiaffo più doloroso, però, è quello relativo al graining. Leclerc si è preso il rischio di superare il Q2 con le gialle proprio per evitare di dover usare le soft, dove tale problema era annunciato, e cercare di allungare il più possibile il primo stint. Cionondimeno, alla fine ha percorso solo quattro giri in più rispetto a Sainz, che peraltro aveva tentato un undercut. Inoltre lo spagnolo ha ammesso che il graining presentatosi in gara sul compound C2 è stato decisamente più marcato rispetto alle aspettative della vigilia, indipendentemente dal fatto di aver strapazzato i suoi pneumatici subito dopo il pit-stop nel vano tentativo di sopravanzare Norris. Insomma, per la prima volta in stagione la SF21 non ha reagito come ci si aspettava.

Le due situazioni generano qualche grattacapo in tutto il team, perché evidentemente si è più indietro di quanto si credesse. I progressi rispetto al 2020 ci sono, sia chiaro, ma meno marcati di quanto Imola avesse fatto sperare. Ora ci si sposta a Barcellona, pista che si dice essere la cartina tornasole della bontà di una monoposto. La Ferrari presenterà il nuovo fondo con i sei diffusori davanti alle ruote posteriori testato a turno da entrambi i piloti venerdì, ma non utilizzato a Portimao tra qualifica e gara. Basterà per fare un passetto in avanti e sfidare ad armi pari la McLaren, oppure per l’ennesima volta Norris porterà la sua vettura color papaia davanti a quelle dipinte di rosso? Mercedes e Red Bull, invece, resteranno sicuramente di un altro pianeta…

Foto: La Presse

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